Jolly Roger I – La terra di nessuno [recensione]

Book challenge 2016 Un libro ambientato su un’isola

Autore: Gabiele Dolzadelli
Formato: digitale (2,99€)
Dimensioni file: 3604 KB
Lunghezza stampa: 228
Editore: Self

Trama: 1670. In un clima di scontri per la colonizzazione del Nuovo Mondo e per la supremazia commerciale, un giovane irlandese di nome Sidvester O’Neill parte per il Mar dei Caraibi con destinazione l’isola di Puerto Dorado. Lo scopo è quello di ritrovare il fratello Alexander, partito anni prima, per riportarlo a casa. Ma il viaggio avrà risvolti inaspettati. Nelle oscurità della giungla della piccola isola vi è nascosto un segreto a cui le principali potenze europee (Francia, Inghilterra ed Olanda) ambiscono. Intrighi, inganni e complotti farciscono le giornate di Puerto Dorado, in una lotta al potere fra i più astuti capitani presenti sull’isola. IL tutto sotto l’occhio vigile di una nave pirata ancorata all’orizzonte, di fronte a quella piccola terra di tutti e di nessuno.

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La mia conoscenza di questo periodo storico si ferma a qualche film e ad Assassin’s Creed Black Fag, quindi la mia recensione verterà principalmente più sulla trama e sullo stile piuttosto che sugli eventi storici, che sono comunque solo accennati e di sfondo al racconto principale.

In questo primo volume la storia è ben strutturata e tutti gli eventi si incastrano perfettamente in una narrazione onnisciente in cui si passa da un personaggio all’altro per avere il quadro complessivo della storia. Questo non vuol dire che non ci siano misteri, sono anzi molto presenti e ti spingono a saperne di più. La storia si dipanava attraverso passato e presente dei vari personaggi, mostrando tutte le parti in gioco di questa caccia al tesoro forsennata tra coloro che si contendono il predominio dei Caraibi: inglesi, spagnoli, francesi, pirati e corsari sono i partecipanti di quest’avventura dove ogni nuova scoperta apre solo le porte a un nuovo mistero e a nuove storie da raccontare. Ogni personaggio ha la sua storia, il suo carattere e le sue conoscenze che ben si adattano con la provenienza di ognuno di loro.

Un problema che ho avuto nella lettura è stato i vari salti temporali che avvengono tra un capitolo e l’altro; il problema è mio però, ho sempre avuto difficoltà con le date (immaginatevi quanto dovessi amare Storia con questo mio problema…), ma all’inizio di ogni capitolo ci sono sempre il luogo e l’anno in cui è ambientato.

Lo stile è fluido e lineare, i pochi errori che ho trovato sono solo pochissimi refusi di poco conto (errori di battitura per lo più), le descrizioni sono chiare e leggere.
Sicuramente me la sento di consigliarlo a chi, come me, si avvicina per la prima volta a questo genere.


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3 pensieri su “Jolly Roger I – La terra di nessuno [recensione]

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