Flashforward – missione 2 (6)

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Seaport, i due assi

La taverna “I due assi” era buia, nonostante fosse primo pomeriggio. Si respirava fumo e sudore, tuttavia il locale non sembrava essere troppo mal messo, sembrava la via di mezzo nella quale legalità e illegalità si incontravano. Uomini con volti deturpati da cicatrici e commercianti che non potevano permettersi di meglio affollavano la stanza comune. Le ragazze si avvicinarono al bancone. Pandora ordinò due bicchieri di vino e pagò un po’ più del necessario. Si sedette su uno sgabello, aprendo molto le gambe per poi accavallarle l’una sull’altra. Ogni gesto della ragazza appariva provocante, ogni sua mossa o parola sembrava volesse nascondere un doppio senso.

Beatrix, invece, osservava gli avventori. Teneva le orecchie tese per percepire qualche parola chiave come “Karga” o “rosa”. Notò in un angolo un uomo che giocava con delle carte. Era seduto composto, l’unico là dentro, e i suoi gesti sembravano voler confondere un qualche interlocutore immaginario. Anche lui la notò e così poté vederlo meglio, anche se la distanza era troppa per poterne distinguere bene i lineamenti del viso. Era sicuramente molto affascinante e ben vestito, quanto meno ricercato. Beatrix distolse lo sguardo per osservare gli altri avventori, prese mentalmente nota di chi le appariva come troppo irruento e iracondo. Pandora era in grado molto più di lei di affascinare gli uomini, così, mentre lei si informava, Beatrix controllava che non ci fosse nessuno di noto o pericoloso.

«Sentito in giro niente di strano?» chiese Pandora.

«Bisogna essere più precisi, qui», rispose l’oste versando il secondo bicchiere.

«Lo so, ma magari la cosa più strana per te potrebbe portarmi al mio obbiettivo in modi… diversi.» Pandora estrasse una moneta d’oro, stando attenta che non fosse tra quelle coniate a Karga.

«A Seaport è la normalità a essere strana, l’altro giorno un ubriaco era convinto di aver visto il figlio del dio del sole in una rana.»

Pandora sorrise mentre l’oste prendeva la moneta. «D’accordo, questo forse non ci è utile. Cerchiamo informazioni riguardanti un artefatto, dovrebbe avere la forma di una rosa o di petali di rosa.»

«Sì, qualcuno ha chiesto qualche giorno fa, ma non a me. A lui.» L’oste indicò il ragazzo notato da Beatrix, che si stava accendendo un sigaro.

«Chiedevano un posto dove nascondere un oggetto piccolo come un petalo. Trickster conosce ogni luogo nei dintorni, ma lui saprà spiegarsi meglio.»

Pandora gli mandò un bacino, poi si alzò e andò verso il tavolo del ragazzo. Beatrix commentò: «Iniziamo bene, dobbiamo chiedere informazioni a uno che come soprannome ha truffatore.»

Pandora ridacchiò, ma non aggiunse altro. Arrivata al tavolo, prese una sedia e si sedette davanti al ragazzo. Aveva un volto molto magro, i capelli lunghi e scuri raccolti in una coda e indossava abiti che sembravano provenire da un’altra regione. I ricami sulla giacca, la camicia sotto finemente decorata e i bottoni intarsiati parlavano da soli. «Non ci si presenta o si chiede il permesso prima di sedersi?»

«È da quando siamo entrate che ci fissi», ribatté Pandora.

«Due belle donne che entrano in un posto come questo… se nessuno ci ha ancora provato, è colpa dell’arsenale che portate in vista.»

Pandora appoggiò i gomiti sul tavolo. «È per questo che una parte è in vista.»

Trickster sorrise. «Bene, signorine. Giochiamo?»

«No. Posso averne uno anch’io?» chiese Pandora indicando il sigaro.

«Forse, al giusto prezzo. Ma veniamo a noi, cosa porta due di Falkedorf qua a Seaport?»

«Cerchiamo una persona, forse più di una. Qualcuno ti ha chiesto dove nascondere un oggetto grande quanto un petalo.»

«Sì, e ha pagato bene il mio silenzio.»

«Quanto? O meglio, quanto vuoi per cambiare idea?» chiese Pandora estraendo dieci monete d’oro.

Trickster rise. «Non bastano.»

«Vuoi dirci questo prezzo? O forse non sono i soldi che vuoi?»

«Touché», rispose l’uomo.

«Oh, non mi dispiacerebbe sai?»

L’informatore smise di giocare e avvicinò il viso a quello di Pandora. «Neanche a me, très jolie. Ma no, non era quello che chiedevo. Sarebbe un piacere, mica un pagamento. Voglio le informazioni che quell’uomo non mi ha dato. Sapete, l’informazione è potere.»

«Sono informazioni che non siamo sicure di poterti dare.»

«Ehi piratessa, ma parli solo tu?» le punzecchiò Trickster, riprendendo a distrarsi con le carte.

«Tecnicamente non hanno parlato di segreti, quindi posso chiederti prima io una cosa?» disse Beatrix, rispondendo alla provocazione dell’uomo.

«Dimmi.»

«Qual è l’ultima notizia che hai di Karga?»

«Karga? Non mi immischio negli affari di Karga. C’entrano loro?»

«Lo hai fatto nel momento in cui hai detto dove nascondere il petalo», rispose Pandora. Beatrix annuì.

«L’ultima cosa che so è che solo Toruk può andare in giro, non so perché e non mi interessa. Mi interessa di più sapere che fa questo petalo.»

«Il petalo da solo niente. Almeno, che noi sappiamo da solo non fa niente. Servono gli altri. È un artefatto che dovrebbe riportare le cose a uno stato precedente ad alcuni tipi di incantesimi. Come potrai intuire, non sappiamo molto altro. Dobbiamo solo trovare quei petali», lo informò Pandora.

«Non avete giurato lealtà a Karga o qualcosa di simile?»

«No», risposero in coro le ragazze.

«Sono messi male quelli di Karga. Ok, giusto perché quel tizio non mi piace per nulla. Qualcuno ha chiesto sì di un petalo, ma non posso confermare che si tratti di quello che cercate o che ce l’abbia ancora lui. O che l’abbia mai avuto.»

Fece una pausa con lo sguardo fisso nel vuoto, poi continuò: «Non l’ho visto in faccia e aveva una voce strana. Ha chiesto quale posto potesse essere sicuro se qualcuno avesse voluto nascondere qualcosa di piccolo e prezioso, come un petalo. Gli ho fatto qualche domanda per capire qualcosa di più, ma ha detto poco altro. Voleva un posto isolato, circondato da pericoli e dove Karga non potesse arrivare. Gli parlo delle montagne a nord di Seaport. Sono piene di grotte, ma anche di banditi e bestie erranti. A questo punto mi chiede dei banditi: chi sono, la razza, quanti sono… e capisco che quel pazzo vuole ingaggiarli e forse ci è anche riuscito. Non sembrava di questo mondo, aveva qualcosa di strano… non so come spiegarvelo. Fossi in voi ci starei lontano.»

«Fossi in lui, starei lontana da noi», concluse Pandora.

«Abbiamo l’informazione, andiamo», esclamò Beatrix alzandosi. Pandora rimase ferma a occhi spalancati a osservarla, come a chiederle qualcosa che la ragazza non capiva. Si voltò verso Trickster e chiese: «I miei sigari?»

***

Adoro il personaggio di Trickster.

Appare davvero poco, per questo non ho creato una vera storia su di lui, solo qualche linea guida, ma è uno di quei personaggi che mi piacerebbe approfondire.

Voi come lo trovate?


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