Flashforward – missione 2 (7)

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Seaport, visitatori notturni

Non sapendo bene dove andare, le ragazze tornarono alla piazza dove si erano separate con gli altri. Notarono l’insegna di un gallo spiccare in mezzo a tutto e decisero di chiedere lì, in fondo i loro compagni davano nell’occhio. Entrarono nel locale, molto più lussuoso di quello dove stava Trickster, ma comunque pieno di gente rumorosa.

«Ma in questa città stanno tutti in locanda? Nessuno lavora?» chiese Pandora.

Individuarono subito chi stavano cercando: Blitz si trovava disteso sul bancone a ronfare, di fianco a lui Darkbolt era seduto a terra e Toruk dormiva beatamente su uno dei tavoli. Non erano i soli, altri erano già ubriachi marci sparsi in giro e ignorati dai camerieri.

«Non possiamo tornare a Karga con loro conciati così… prendiamo delle stanze e ci riposiamo?»

Beatrix annuì senza rispondere e si recarono verso l’oste, chiedendo una camera per due. In quel momento entrò la Naiade. La ignorarono e salirono le scale verso le stanze assieme all’amica. Entrata in camera, Beatrix appoggiò lo zaino e iniziò a guardare il vuoto. Quando Pandora se ne accorse, si sdraiò davanti a lei per starle proprio davanti agli occhi. «Cosa c’è?»

«Qualcosa continua a non tornare.»

«Cosa?»

Beatrix si sedette di fianco a lei e si strinse le mani a pugno sul grembo. «Abbiamo avuto le informazioni in modo troppo semplice. Ci mettevamo giorni solo a crearci una rete, qua arriviamo e ci dicono tutto, come se avessero preparato la pista già in anticipo. Dubito che quel tizio incappucciato non sapesse dove nascondere il petalo e a questo punto sto pensando a due ragioni possibili e due assurde. La prima che ci stia preparando una trappola: ci fa sapere che qualcuno chiede di Karga, lascia indizi apposta in diverse taverne in modo da farcele trovare subito. Non so perché, forse per lanciare un messaggio all’Unione o rallentarli. La seconda è che questa persona stia cercando il petalo come noi. Se è vero, ci ha preceduto: o è morta o ciao ciao petalo.»

Beatrix smise di parlare, con lo sguardo sempre perso nel vuoto. Pandora attese per un po’ e poi le chiese: «Le due assurde?»

Beatrix si girò a guardare la ragazza distesa sul letto. «Vuoi davvero saperle?»

«Certo. Trappola e tizio che cerca la nostra stessa cosa non reggono. Perché dovrebbero? Troppo poco tempo per organizzarsi e troppo particolare il petalo per pensare che possa interessare a qualcuno.»

«D’accordo. Questo artefatto è raro e poco conosciuto. Zaneide lo ha riconosciuto subito, ma questo potrebbe derivare dai suoi studi anche a fronte della maledizione e ci sta. Ora, quante probabilità ci sono che stelo e petali si trovino vicini? Avrebbe più senso che fossero più lontani, anche di parecchio. Invece ne troviamo due pezzi vicino, con tanto di luce piazzata sopra. Perché? I nostri nemici sono così scemi? O qualcuno sta giocando con noi? Vuole che troviamo i frammenti, ma ci ostacola. Perché?»

Pandora si girò da un lato e sollevò la testa per appoggiarla sulla mano. «Di norma non ti fai questi problemi, che succede?»

«Succede che di solito mi danno dei ordini precisi e questa volta non è la mia gilda a darmeli. Non mi fido e non so fin dove posso spingermi. Posso anche far finta di nulla e sopravvivere come facciamo di solito, ma ho paura che questa storia sia più grande di noi.» Sbadigliò. «Ninna?»

«Ninna.»

***

Blitz si svegliò con un mal di testa terribile. Si guardò attorno e vide Darkbolt e Toruk distesi a terra. Man mano che la vista ritornava chiara, iniziò a notare altro: altre persone svenute e la Naiade che stava chiedendo qualcosa all’oste. «Shiao», biascicò.

«Buona sera, Blitz», rispose la guerriera. Il ragazzo trovava arroganti i suoi modi così cortesi ed eleganti.

«Meglio she vadu in shamera», disse grattandosi la testa.

«Ti aiuto.»

Blitz chiese le chiavi di una stanza e si fece dare una mano prima a scendere dalla sedia e dopo a fare le scale. Ci misero molto più tempo del previsto: Blitz tendeva a salire un grandino ma a scenderne due. Quando finalmente arrivarono al primo piano, la Naiade quasi trascinò il ragazzo per il corridoio fino alla sua stanza, dove lo aiutò a sdraiarsi. A quel punto, finalmente, anche lei poté andare in camera a riposarsi.

Non aveva avuto modo di sapere dove riposasse Beatrix, ma forse non era il caso di preoccuparsi troppo. Non per quella sera almeno. Nella tranquillità che la notte le concedeva, si chiese quando tutto ciò sarebbe finito e quindi avrebbe potuto tornare a casa. Ripensò al calore del camino, a come le piaceva osservare le fiamme dopo noiose e stancanti riunioni belliche. Si trovava in un mondo di favola come quelli dei racconti infantili che ascoltava di nascosto, ma non riusciva a vederlo come meraviglioso. Si addormentò, pregando di riuscire a tornare presto.

***

Beatrix adora fare congetture, un po’ meno esporle.

Secondo voi quale delle sue teorie è quella vera?


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