Flashforward – missione 2 (9)

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Seaport, le grotte

Il sole era alto nel cielo quando raggiunsero il limitare della foresta. L’ombra delle fronde creava una frescura piacevole, l’ideale per una passeggiata, tuttavia, non erano lì per rilassarsi. Avanzavano da parecchi minuti ormai, forse mezz’ora, quando Beatrix si avvicinò a un albero e, con un gesto deciso, segnò con una X la corteccia.

«Cosa c’è?» chiese Pandora che con lei si trovava davanti al gruppo.

«Non sono abituata alle terre selvagge, quindi potrei anche sbagliarmi, ma ho la sensazione che stiamo girando in tondo. È la terza volta che vedo quest’albero, se ci passiamo davanti una quarta, almeno saprò che non mi sbaglio.»

«Ma… tu non sei quella che si perde per andare in camera?» la prese in giro Pandora.

«Spero di no. Altrimenti sai che ridere? Stiamo seguendo voi!» esclamò Blitz.

«Agiamo in coppia apposta: io sono più portata a esplorare la zona, ma la direzione me la dà lei, altrimenti sì… mi perdo anche a Falkedorf. Questo non vuol dire che non mi accorga se stiamo girando in tondo.»

Blitz si chiese se quella ragazza sapesse scherzare, prendeva tutto un po’ troppo sul serio.

Continuarono ad avanzare per qualche minuto, quando Pandora esclamò: «Oh toh, guarda chi si rivede! Che sta succedendo? Sono sicura che non stiamo girando in tondo.»

Blitz si avvicinò al tronco segnato. «Potrebbe essere un’illusione, non credo sia altro. Penso anche che sia fatta maluccio per essere solo una zona del bosco che si ripete, qualcosa ci spinge a camminare in tondo.» Il ragazzo estrasse una pergamena dallo zaino e pronunciò alcune parole. L’incantesimo della pergamena si completò e, davanti ai suoi occhi, il mondo si illuminò di blu. Era stato lanciato un incantesimo di illusione di basso livello e facilmente eliminabile. Prese un’altra pergamena con la quale contro incantò il loro ostacolo e finalmente il mondo tornò del suo colore normale, con solo qualche sprazzo della magia che aveva avvolto quei luoghi. Pandora, Toruk e Beatrix misero mano alle armi non appena l’incanto venne sciolto.

«Che succede?» chiese La Naiade, ma venne zittita da un gesto di Pandora. I tre respiravano piano, avevano i nervi tesi, pronti ad ascoltare ogni singolo suono che li circondava.

C’era troppo silenzio, come se gli animali del bosco avessero percepito qualcosa e fossero scappati via. Seguendo l’esempio di Beatrix e Pandora, anche gli altri estrassero le armi. Qualcosa si stava muovendo tra le fronde, ma sembrava saltare da un cespuglio all’altro, come se ogni tanto ci passasse in mezzo senza muoverlo. Qualcosa girava attorno a loro e si stava avvicinando, studiando la preda.

«È un animale probabilmente», sussurrò Blitz.

«Tre», lo corresse Pandora.

Il gruppo di predatori si mostrò, ringhiando agli avventurieri e pronti ad attaccare. Beatrix fu veloce e scoccò una freccia in direzione di uno dei tre ancor prima che capissero cosa fossero, ma lo attraversò come se fosse fatto di nebbia.

«È finto?» chiese Beatrix.

«No. Vive a metà strada tra il nostro mondo materiale e un altro. Ogni tanto stanno qui, ogni tanto stanno là», spiegò Blitz.

«E come facciamo ad attaccarli?» domandò La Naiade.

«Fortuna», concluse Blitz.

Erano tre grossi felini simili a tigri, ma neri e con due code. I loro occhi brillavano come specchi argentati. Uno scattò verso la Naiade che si scansò appena in tempo e provò a colpirlo con la spada, passandogli attraverso. Darkbolt si scagliò verso la tigre più vicina, mancandola, questa si riprese e lo attaccò al braccio. Il mezzo drago lanciò la bestia lontana da sé. Non gli aveva lasciato una ferita profonda, tuttavia era riuscito a colpirlo. Anche Kramer provò ad attaccare, ma anche lui attraversò l’aria.

Pandora, Beatrix e Kramer continuarono a lanciare dardi senza successo, poche volte mandarono a segno i colpi. Le frecce si conficcavano nella pelle, ma quando saltavano nell’altro piano, cadevano a terra. Il combattimento si protrasse a lungo senza che nessuna delle parti riuscisse davvero a soverchiare l’altra. Pandora perse la pazienza e si scagliò con la katar su uno dei felini, in preda alla furia. Furono pochi i colpi mandati a segno, ma riuscirono a battere le creature che finalmente giacevano a terra morte.

Pandora si inginocchiò vicino a una di loro e ne studiò bene il muso. Prese dallo zaino alcune fiale abbastanza grandi contenenti un liquido trasparente, una sostanza che serviva a mantenere freschi pezzi di un corpo. Con attenzione chirurgica, estrasse gli occhi dalle orbite della prima creatura e li mise nella fiala, poi ripeté il gesto con le altre.

«Che fai?» le chiese Toruk.

«Sono troppo belli per essere lasciati a marcire su dei cadaveri, li voglio. Poi vedrò cosa farci.»

«Contenta tu…»

Quando Pandora si rialzò, lei e Beatrix avvisarono che sarebbero andate in avanscoperta da sole per sicurezza a controllare che l’incantesimo fosse stato sciolto per davvero. Sarebbero tornate entro qualche minuto per far loro rapporto.

***

Secondo voi come li userà quegli occhi Pandora (se li userà mai)?

Questa parte è stata un parto, ho faticato tantissimo a scriverla al punto che stavo pensando di eliminare tutta la missione e trovare un altro modo per…vabbè, lo vedrete.

Avvisatemi in tutti quei punti che non vi tornano ^^


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