Flashforward – missione 2 (11)

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Seaport, le grotte

Tornarono indietro con le due esploratrici che avanzavano davanti agli altri di qualche metro. Entrarono nella caverna: le pareti di roccia non erano state lavorate e l’antro era fiocamente illuminato dalla luce esterna, anche se tenui raggi provenivano dal corridoio situato oltre la curva. Le due ragazze si inoltrarono caute e silenziose, coi sensi in allerta e pronte a captare ogni singolo rumore. Si fermarono davanti all’unico elemento artificiale di quel luogo: una porta incastrata malamente nella pietra, ma spessa e difficile da abbattere. Dall’altra parte non sentirono rumori e si azzardarono ad aprirla. La stanza era vuota, c’erano solo cianfrusaglie disposte a casaccio su un tavolo e qualche branda buttata a terra. Le due ragazze decisero comunque di controllare meglio, ma non trovarono nulla a parte polvere, oggetti distrutti, o addirittura marci, e un foglio che attirò l’attenzione di Beatrix. Lo mise nello zaino e uscì nel corridoio assieme all’amica.

Il corridoio terminava con una parete di roccia sulla quale si vedevano due semplici porte di legno, una di fianco all’altra. Beatrix e Pandora si divisero per controllarle entrambe e trovarono la terza nascosta, celata nel muro di pietra. Notarono due piccole fessure grandi abbastanza da contenere due cristalli come quelli trovati all’accampamento.

«La porta di destra o quella di sinistra?» chiese Pandora indicando prima l’una, poi l’altra.

«Destra», scelse Darkbolt. Beatrix controllò che tutto fosse sicuro e aprì la prescelta. «Vado avanti solo io, vi avviso se la via è sicura.»

Pandora si avvicinò a guardare oltre l’uscio, prese una lanterna dallo zaino e l’accese. «Ti faccio luce.» Beatrix entrò, iniziando a scendere le scale oltre la porta.

Kramer si avvicinò e la vide controllare ogni singolo gradino. «Cosa fa?»

«Qualche figlio di puttana tende a mettere le trappole nei posti più impensati per proteggere i tesori… guarda, ne ha trovata una.» Kramer osservò Beatrix analizzare uno degli ultimi scalini e armeggiare con qualcosa. Poco dopo, appoggiò una mano e scese i rimanenti, arrivando in fondo.

«Scala sicura. Controllo la porta qua sotto, preparatevi che non la apro io.»

Pandora rispose allo sguardo dubbioso di Kramer: «Se ci fosse qualcosa oltre la porta, sarebbe d’intralcio a voi che combattete in mischia sicuramente meglio di lei che predilige l’arco.»

Kramer annuì. Aveva senso, almeno per lui. Beatrix tornò su e lasciò scendere i guerrieri per primi. Prese la lanterna per permettere all’amica di combattere se ce ne fosse stato bisogno. Sentirono Kramer aprire la porta e i tre avanzarono dentro la stanza ad armi spianate. Era completamente vuota, un’enorme grotta senza nessun tipo di mobilio. Solo allora notarono che il pavimento si stava muovendo: qualcosa di molto lungo stava strisciando a terra. Si alzò dal terreno e videro una testa senza occhi e con solo un’enorme bocca davanti ricolma di denti aguzzi. L’odore che li investì era rivoltante, un misto di terra, marcio e decomposizione.

«Psurlon!» urlò Blitz, cercando qualcosa nello zaino. Beatrix scoccò una freccia, colpendo l’epidermide violacea del mostro che non sembrò accorgersene. «Le frecce sono inutili.»

La pelle del verme gigante parve ingrossarsi e diventare più lucida. «Si sta proteggendo!» sbraitò Blitz, mentre estraeva una bacchetta dallo zaino.

Pandora scoccò un’altra freccia che rimbalzò sul mostro. I tre guerrieri corsero verso il verme che scattò in direzione di Kramer, mordendolo alla spalla. Il ragazzo riuscì a scansarsi appena in tempo per non essere ingoiato, ma non per evitare la ferita. Lo psurlon si girò e cercò di attaccare Darkbolt, ma lo mancò. Poco dopo una serie di dardi colpì ripetutamente la barriera che, finalmente, cedette. Il verme emise un lungo fischio e Darkbolt si fermò di colpo. Rimase immobile qualche istante prima di voltarsi verso la Naiade. Il suo sguardo era freddo e vacuo, sembrava perso nel nulla. All’improvviso, caricò la guerriera che non ebbe tempo di scansarsi. Non era pronta a un attacco alleato, né se lo aspettava. Il suo braccio destro grondava, ma trovò la forza di rialzare la spada per proteggersi. Il secondo attacco la colpì al braccio sinistro e un terzo colpì una giuntura dell’armatura, rompendole una gamba. Cadde a terra, svenuta.

***

E DB viene controllato!

Ormai è chiaro, il ragazzo è il più forte tra tutti i presenti nel gruppo. Come lo fermeranno?


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