L’onore del drago (II) [recensione]

Questa è la prima recensione con la grafichina nuova. Devo andare a sistemare tutti le altre recensioni…

Autore: Barbara Repetto
Edizione: cartacea (11,44€)
Casa Editrice: Zenith Books
Dimensioni: 210 pagine

Trama: Crescere non è mai facile, e l’adolescenza può rivelarsi un periodo difficile, costellato di dubbi e incertezze. Cederik ha ormai diciassette anni e vive appieno questo dissidio esistenziale. Fortunatamente, la Bianca Dea dissiperà le tenebre delle sue insicurezze irradiandole di luce, predicendo un futuro colmo di trionfi e glorie, infondendo nel suo cuore nuova determinazione e ardore…

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Dopo anni passati girovagando per la foresta, Cederik e Sir Nemo finalmente si approcciano alla civiltà. Il cavaliere sembra finalmente pronto a tornare a casa, nella sua Arianem. Ma qualcosa è cambiato nella patria di Sir Nemo e della madre di Cederik: la guerra è arrivata anche in quello che è definito il più bel reame della Terra del Vespro. Il sovrano è caduto e Sir Nemo sembra non esserne troppo contento.

Vorrei non rivelare altro, quindi salto alcuni particolari per passare a quella che è la vera e propria trama del romanzo.

Dopo aver deciso di liberare la città, Cederik finalmente riesce a incontrare la dama bianca e a diventare uno dei seguaci della religione di sua madre. È a questo punto che i due partono per il loro nuovo viaggio, questa volta con una meta ben precisa e con un obiettivo ben chiaro da raggiungere.

Ora, partiamo con la recensione vera e propria. Cederik è cresciuto dall’ultima volta che lo abbiamo visto: è diventato più sicuro di sé e il rapporto con Sir Nemo si è trasformato in una vera e propria amicizia. Di contro, Sir Nemo sembra fisso nella sua immobilità, ma questo non è un difetto. Al contrario di Cederik, Nemo è un personaggio la cui evoluzione non si basa sulla crescita personale. Riusciamo però a intravedere il lato più umano di un uomo che finora ci è apparso come molto freddo e razionale.

Fin qui non ho trovato nulla di problematico: lo stile scorre fluido, anche se di norma non apprezzo l’uso della prima persona, in questo caso si tratta di una scelta ponderata. Forse ho trovato un pochino debole la scelta di Sir Nemo di non tornare subito a casa, ma noi, da lettori, non sappiamo ancora cosa sia effettivamente successo e cosa abbia spinto l’uomo a sentirsi così in colpa.

Ho trovato alcuni piccoli impedimenti verso metà libro, quando raggiungono l’obiettivo del loro viaggio. Alcune situazioni in cui si imbattono e alcune reazioni mi sono sembrate un po’ forzate, mi spiego meglio. Per come è stata gestita, questa seconda parte del viaggio è molto fiabesca e, forse, un po’ troppo affrettata. È vero che erano protetti dalla dama, ma è anche vero che tutta la parte del salvataggio si è conclusa molto velocemente, non riuscendo a ricreare quel pathos che si è invece sentito molto bene durante l’attraversata delle lande ostili.

Il pessimismo di Cederik, da questo punto in poi, si fa sempre più marcato. Per quanto possa essere una caratteristica peculiare del personaggio, in certi punti potrebbe stancare il lettore. Il resto del viaggio, però, prosegue in un susseguirsi di avvenimenti che non annoiano mai.

C’è una cosa però che trovo spesso in libri e telefilm di cui non mi capacito: perché quando il protagonista viene accusato di aver fatto qualcosa di male, non dicono le cose come stanno? Forse è il caso che mi spieghi un po’ meglio. Cederik si difende da un attacco. Non uccide gli aggressori che vanno ad avvisare il capo (il loro capitano… e che capitano devo dire) e partono all’inseguimento del ragazzo. Ora, perché una volta catturato Cederik semplicemente non dice subito le cose come stanno e che i soldati-briganti lo hanno aggredito per primi? Poi Lex (è davvero strano usare questo nome) poteva anche non credergli, ma provare a spiegare non sarebbe stato male. Tuttavia è anche vero che, in questo caso, il personaggio di Cederik è molto impulsivo e tende a sentirsi superiore agli altri, quindi non è tanto una critica in sé al romanzo, quanto una mia piccola digressione su questo genere di avvenimenti.

L’ultimissima cosa è il finale. Il romanzo si chiude in un modo abbastanza brusco e non vorrei azzardare troppo, visto che mi manca il terzo, ma credo che i tre libri vadano letti uno in fila all’altro, come se fossero un volume unico.

Per concludere: le vicende sono migliorate dal primo, i personaggi si riconoscono tutti e sono molto differenziati l’uno dall’altro, la storia inizia a entrare nel vivo, anche se alcune cose restano ancora in sospeso (perché tutti questi regni sono in guerra? Che ci sia qualcuno dietro?), questo nuovo personaggio, che porta parte del mio nick, mi intriga e affascina molto.

Se vi piacciono i romanzi low fantasy, questo fa per voi. Lo consiglio per una lettura leggera e molto veloce.


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