Flashforward – missione 3 (05)

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La villa (05) ~ Kramer

«Pandora supera la prova.» L’uomo incappucciato le consegnò una sfera rossa, uguale a quella trovata sul divano. «Potete proseguire verso la prossima stanza e sfida.»

Mai la Naiade si era sentita così impotente davanti a un avversario: Pandora l’aveva sconfitta in pochissimo tempo. Era davvero in grado di difendere la sua signora? Sembrava così fragile e delicata, eppure era molto probabile che, come Pandora, fosse in grado di uccidere senza che la vittima si rendesse conto di essere in pericolo. Seguì gli altri come un automa nella stanza successiva, senza sapere esattamente cosa stava facendo.

Attraversarono il locale verso il lato opposto all’ingresso e uscirono su un nuovo corridoio. Senza pensarci troppo e dimentico degli avvertimenti di Kramer, Blitz aprì la prima porta che gli capitò sotto tiro. La stanza era una copia esatta di quella con l’arena, comprese di sedie, illuminazione e uomo sul palco. Si sedettero tutti, in attesa venissero informati sulla nuova prova. L’incappucciato si voltò verso Kramer e lo additò. «È il tuo turno.»

Il ragazzo sorrise sornione e si alzò, contento di menare le mani seriamente. Si diresse verso il centro della stanza chiedendosi contro chi dovesse combattere. Forse Blitz. Non gli sarebbe dispiaciuto del resto. «Sono solo? Non ho avversari?»

L’uomo lo fissò e senza scomporsi gli rispose: «Certo che ce l’hai, ma non è tra i tuoi compagni. Per questo scontro non ci sono limiti, né regole.» Si poteva intuire una nota di sadismo nella voce mentre pronunciava quell’ultima parola. Lasciò Kramer da solo, in mezzo agli sguardi di tutti, in attesa del suo avversario. Sfoderò la spada: non sarebbe stato colto alla sprovvista. La lama risplendeva sotto le luci magiche che rischiaravano la zona del combattimento e Kramer ripensò a suo padre. Aveva fatto forgiare l’arma per il figlio poco prima di sparire per sempre, dopo la morte di sua madre, assicurandosi di fargli sapere di non separarsene mai. I suoi ricordi vennero interrotti da una risata tetra, acuta e fastidiosa.

«Lui, no.»

Avrebbe combattuto contro il più irritante degli avventurieri che avesse mai incontrato. Molto più di Blitz. Sorrise. Non sarebbe stato un male dopotutto: avrebbe potuto sfogarsi per la casa distrutta, sul più strambo di quella combriccola di matti. Alto e slanciato, era vestito come un giullare. Anzi, assomigliava proprio al jolly che comunemente veniva raffigurato sulle carte da gioco. Il viso era coperto dal cerone bianco e due linee verticali nere erano disegnate sotto agli occhi, un rossetto rosso sangue ampliava il sorriso inquietante. Diversi campanelli erano cuciti sul vestito, sulle scarpe arricciate e sul cappello tripartito. In mano teneva un bastone con una sfera incastonata sulla cima e che batteva sul palmo, ridendo come un bambolotto rotto.

«Che bello vederti, Kramer! Hai deciso di abbandonare la tua catapecchia e scappare via?» Fece una pausa e inclinò il volto a sinistra. «Come il codardo che sei?»

Kramer si morse il labbro. In quei giorni passati a Karga si era dimenticato di quanto fosse fastidioso quel tipo. Non sapeva da dove l’avessero ripescato, ma non vedeva l’ora di zittire l’unico del gruppetto che gli era sfuggito. Caricò l’avversario, ma quello saltò in alto, come un gatto. Non aveva mai visto qualcuno balzare in quel modo da fermo e Kramer si chiese se davvero fosse umano come sembrava. Il giullare atterrò alle sue spalle e lo colpì con il bastone. Kramer sentì una scarica attraversargli il corpo e represse a stento un urlo. La sua già poca pazienza stava finendo e aveva paura di perdere il controllo. Doveva finire quello scontro fastidioso in poco tempo. Si voltò e spazzò l’aria con la lama, ferendolo al petto. Il sangue schizzò su Kramer che non perse tempo e lo attaccò di nuovo. Il jolly lo bastonò al fianco e il ragazzo sentì un forte bruciore.

Fulmini e fuoco… non mi stupirei se usasse tutti gli elementi a caso.

Kramer affondò di nuovo, ferendo il braccio che reggeva l’arma. Il jolly scattò a destra e si trovò di nuovo alle sue spalle, ma Kramer fu più veloce. Si girò e colpì di piatto la ferita con quanta più forza poteva. Il bastone cadde a terra e Kramer gli tirò un calcio alle gambe. Il jolly rovinò a terra. Tentò di riprendere la sua arma, ma Kramer fu più veloce e la calciò lontana. Da terra l’uomo lo guardò con odio. «Figlio di Dagan, non basterà questa vittoria a farci dimenticare di te», biascicò a denti stretti.

Al nome di suo padre, Kramer si lasciò andare alla furia e affondò la lama nel petto, uccidendolo. Il silenzio calò di colpo sui presenti per qualche lunghissimo secondo, rotto dal commento di Pandora. «Hai capito il ragazzo? Niente male.» Non si sarebbe aspettata che qualcuno di loro potesse reagire a quel modo, forse rimanere nel gruppo non era stata una cattiva idea.

La Naiade sembrava sconvolta. Kramer aveva infierito su un avversario inerme, palesemente sconfitto. «Non mi sembra un gesto leale», sussurrò. Ormai Beatrix aveva iniziato a sentirsi più come una maestra momentanea che una signora con una guardia del corpo. Si sentiva in dovere di correggerla e… guidarla nell’interpretare le persone. Più che altro perché avrebbe fatto lei mala figura davanti alla sua ignoranza e ingenuità. «Non è un cavaliere, non è tenuto a rispettare alcun codice. Inoltre era stato specificato che non ci sarebbero stati limiti, né regole.» Tra sé e sé, però, si chiese per quanto ancora avrebbe continuato a dare spiegazioni.

«Tuttavia, non mi sembra giusto il suo modo di comportarsi.» Beatrix si arrese a quella affermazione. Era palese che quel pagliaccio aveva istigato apposta Kramer, sapeva che avrebbe reagito in modo violento pronunciando quel nome. In parte, era cosciente del suo destino. Quanto nel gesto del ragazzo c’era la sua volontà e quanto era stato indotto a farlo? Perché stavano giocando con loro? Li stavano preparando a qualcosa?

La guida consegnò la sfera viola a Kramer che la lanciò a Pandora. «Non voglio tenerla io, curala tu.»

***

Ho cercato di suddividere i capitoli sfida per sfida, cosa ne pensate di Kramer?


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