La mia Lucca Comics&Games 2018

Questo articolo manca di immagini, pardon. Non sto benissimo ma non posso aspettare a pubblicarlo, più avanti non avrebbe senso.

Ogni anno mi riprometto di fare un articolo su Lucca comics e immancabilmente, ogni anno me lo scordo. Questa volta sembra che io ci sia riuscita.

Io amo LC&G per varie ragioni, soprattutto personali ed emotive, tuttavia ho trovato questa edizione un po’ scialba, forse sarà stata un’impressione mia.

Non fraintendetemi: mi sono divertita tantissimo, ma era come se mancasse qualcosa. Ogni anno sono presenti ospiti d’eccezione, ma ho avuto l’impressione che stavolta fossero pochi o comunque con poche aspettative.

Degni di nota, evitando i soliti che vengono ogni anno, ci sono stati il sensei Leiji Matsumoto (Capitan Harlock), Mikio Ikemoto (Boruto), Todd Lockwood (Draconomicom, di cui tra l’altro ho un articolo pronto da almeno un anno) e Nicholas Brendon (Xander Harris di Buffy). Ce ne sono stati molti altri, come i Lacuna Coil o gli attori di GoT, ma mi è davvero sembrato che anche per gli incontri ci fosse abbastanza, troppa, disorganizzazione. Non quanto l’anno scorso in cui erano segnati eventi fantasma, ma sarebbe carino se gli appuntamenti degli ospiti di nicchia non si sovrapponessero…

Quest’anno, causa problemi ai piedi sorti il primo giorno, ho seguito degnamente solo Matsumoto, uno degli incontri ci hanno lasciati pure tre quarti d’ora sotto la pioggia (che mi è costato il raffreddore post Lucca credo). Sinceramente, la mancanza di sessione autografi si è fatta sentire. Ho fatto una tesi universitaria (Capitan Harlock e il Leijiverse) su quest’uomo, non ho potuto neanche dirglielo. Ho provato a capire che caspio fosse successo, perché io quella firma la volevo, ma continuavano a rimbalzarsi: colpa dell’associazione, ma l’associazione ha detto che lo avevano quello di Lucca, quelli di Lucca rispondevano che era colpa dei manager… Risultato?  Potevi sperare di avere l’autografo solo se compravi uno tra questi oggetti: un vino da 50€, un artbook o un profumo da 99€.

‘sticazzi. Per avere il biglietto per l’estrazione di una delle 20 copie. Per 99€ mi dai l’artbook già sketchato e autografato, altro che “forse” vinci la copia. Terry Brooks fece sessioni autografi per i 5 giorni, tutti i giorni per tre/quattro ore. Dei tre incontri, avrei preferito si mettessero d’accordo. Il primo era un’intervista, con domande le cui risposte si trovano su internet. Ridicolo poi l’intervistatore che chiama Maetel col nome italiano di Maisha, sintomo che proprio non ne sapesse nulla.

“Perché i pirati, perché il mecha, perché il teschio…” bellissimo vederlo parlare, emozionante, ma avrei preferito qualche altra domanda specifica. Forse io sono di parte, conoscendo bene le sue interviste, ma davvero basta il nulla per scoprire perché abbia scelto i pirati, mi pare lo dica pure su Wikipedia, ma non vorrei sbagliarmi. Hanno concesso un’unica domanda dal pubblico ed è stata: “Scriverai altro su Galaxy Express? Completerai il manga?”

Io avrei chiesto se lo scontro contro le mazoniame si sarebbe concluso, ma ha praticamente risposto anche a me:

“Le storie continueranno finché riuscirò”.

In pratica la risposta è no, non avremo un finale ma ulteriori opere sì. Questo almeno finché non manderanno un razzo su Marte. A quanto pare ha un posto prenotato, anche se non dovesse più tornare.

Il secondo incontro è stato molto più bello del primo. Ha disegnato tutti i personaggi principali delle sue opere, con sottofondo di musica dal vivo. In questo caso non ero riuscita a prendere il biglietto al Teatro del Giglio sono andata lì e ho trovato comunque posto tra quelli riservati ma non assegnati ai giornalisti. Sono finita in seconda fila proprio davanti a lui. Decisamente meglio del loggione del primo giorno.

Il terzo incontro era un’intervista moderata da Licia Troisi (non urlate allo scandalo, ha perfettamente senso visto che è un’astrofisica oltre che una scrittrice) tra lui è l’astronauta Umberto Guidoni. Tuttavia anche qui avrebbero potuto mettersi d’accordo con le domande che sono state praticamente le stesse del primo incontro punto. È in questa occasione che ha firmato gli artbook. Ho provato a chiedere se mi facevano questo favore di farmi firmare la tesi, ma nulla non c’è stato verso anche se era davvero a due passi da me. Era lì e non ho potuto neanche parlargli. Davvero, in questo occasioni la mancanza di una sessione autografi si fa sentire amaramente, specie per delle persone che si sono messe in fila alle 17:30 sotto la pioggia e che hanno fatto entrare alle 18:15.

Di cosplay ce ne sono stati pochini rispetto gli anni scorsi. Non mi riferisco solo a quelli fighi e articolati, ma anche quelli più modesti, forse a causa del maltempo o forse non li ho visti io perché bassa. Vi assicuro che in mezzo alla folla fatichi a vedere chi sta a due metri da te.

Mi sarebbe piaciuto vederne molti di più di Kingdom Hearts, ma ce n’erano davvero poche rispetto a quello che mi aspettavo. A proposito di KH, parliamo di Villa Bottini. Ho partecipato a diverse mostre in villa Bottini, ma questa era davvero vuota. Quella su Final Fantasy e quella su Assassin’s Creed erano piene di disegni, sketch, statue e anche lo Shop aveva gadgettistica per tutti i gusti e le tasche. Per Kingdom Hearts hanno allestito due sale fantastiche all’inizio a tema Pirati dei Caraibi, con ricostruzione del ponte della nave e timone, e Frozen, con la presenza della slitta di Cristoph. Le altre erano completamente vuote se non per dei pannelli e degli schermi su cui erano proiettati i trailer, che ormai conosciamo tutti. Non ho provato la demo, che tanto il 3 ormai l’ho prenotato. Carino il passaporto che ci hanno dato all’ingresso, che veniva timbrato per ogni sala superata e che al termine dava diritto ad assaggiare il famoso gelato al sale marino. Il salato, checché ne dica Sora, si sente poco e niente, più un retrogusto strano dietro al latte, ma comunque era buono.

Purtroppo nel negozio c’erano poche cose, tutte costose a parte alcuni gadget di Final Fantasy, ma un portachiavi da €20 mi sembra esagerato come prezzo minimo. Mi sarebbe piaciuto avere il pupazzo di Chirity, ma sinceramente €60 per un pupazzo non li spendo.

Come già detto ho visto ben pochi cosplay rispetto a quelli che mi aspettavo. Moltissimi Sora, Roxas organizzazione e Kairi, un gruppo meraviglioso tratto dal Birth By Sleep con un Aqua in versione corrotta dall’oscurità, ma niente fortellers. Speravo di fare qualche foto in gruppo, visto che avevo portato Ava ma niente.

Come al solito, bellissime le mostre con le tavole originali, quest’anno centrate ovviamente su Matsumoto e Dampyr, di cui è uscito un numero speciale dedicato alla città. Per Dampyr era possibile vedere anche una rappresentazione teatrale, con attori professionisti, di una scena. Purtroppo conoscendolo solo di fama, non posso dire quanto fosse fedele, ma l’ho trovata interessante. Erano presenti ben altre mostre, ma mi sono concentrata su queste due.

È stata una Lucca umida, non propriamente piovosa come altri anni (tralasciando il diluvio universale del 2…), ma comunque fastidiosa.

Ci sarebbe altro da dire, ma ho già scritto troppo…

Questa è stata la mia esperienza quest’anno. Purtroppo il mio cosplay non è stato riconosciuto se non da tre persone, o forse era così orrido che mi hanno evitata tutti. Per i bimbi ero un lupo però…

Voi siete andati a Lucca Comics? Qual è stata la vostra esperienza?


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11 pensieri su “La mia Lucca Comics&Games 2018

  1. Sono contenta tu abbia finalmente scritto di Lucca comics, è stato bello leggerti e grazie al tuo stile, facile immaginarmi lì con te ^_^ quindi Grazie ❤
    Ps. Adoro Capitan Harlock, anche se non credo di saperne quanto te 🙂 nemmeno lontanamente… baci

    "Mi piace"

  2. Quest’anno ho visitato i padiglioni solo la domenica e ho dovuto fare tutto di corsa (il sabato – soleggiato grazie al cielo- cosplay di gruppo a tema Doctor Who con parata e l’immancabile perdita nel mare di folla della retroguardia rappresentata dal sottoscritto e altri eroici e simpatici cosplayer). Sono rimasto di stucco quando, non avendo consultato per bene la mappa, nel padiglione dei games, (oltre agli immancabili giochi da tavolo dei quali ne ho provato uno grazie ad un amico dimostratore con esiti, ahimé, disastrosi) non ho trovato traccia di videogames. Purtroppo non avevo più tempo per andare alla ricerca del padiglione di KH e di AC. In compenso sono morto dalle risate nel padiglione Narcos con tanto di spiegazione da parte di una DEA quanto mai arrabbiata su come cacciare narcotrafficanti in giro per Lucca. Quanto ad autografi e scrittori, questa edizione per ovvi motivi non potrà eguagliare le precedenti che mi hanno visto, felice come un bambino, chiedere autografi a Sapkowsky, Erikson e Sanderson.

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    • Nel padiglione games non ci sono più i videogame da qualche anno armai (3 o 4), la fiera è stata suddivisa un po’ meglio. Ai games troverai solo i giochi da tavolo e di carte adesso i VG li trovi un po’ sparsi: c’era un padiglione dedicato solo a Spider man e uno solo alla Nintendo, ma quest’anno quello di AC non c’era. KH fidati che alla fine non hai perso nulla, erano molto più belli quelli allestiti per FF e AC degli altri anni, per il resto c’era il vuoto cosmico. Non mi riferivo solo agli scrittori, ma alla mancanza proprio di altri nomi illustri, anche nel panorama italiano (tolti i soliti Mirka, Barbieri, Zemelo… che ci sono sempre). L’anno scorso c’era Roi, per esempio. La parata Doctor Who non sapevo neanche che ci fosse, altrimenti vi avrei cercato XD Però ho visto quella degli Spider Man che si sono fermati davanti al padiglione dedicato. XD

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    • E dire che vado a Lucca da anni (di fila) e mi sono accorto solo ora che al padiglione games non ci sono più i videogiochi. Ho visto le foto della parata degli Spiderman, deve essere stata divertente! Non c’era l’Animus da provare in giro da qualche parte? Era una ciofeca?

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    • Ho controllato prima di dirtelo per sicurezza… l’unica cosa che c’era di AC era sulle mura e scopro adesso che ti facevano provare il visore… in sostanza manco sul programma era segnalato. Sapevo che facevano dei duelli, ma nulla a che vedere con gli anni passati.

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