Editing [Scrittura]

⇐La parte precedente

Che cosa differenzia un libro scritto bene da uno scritto male? L’esercizio? Eppure scrivo ogni giorno, non vede miglioramenti.

Come funziona?

Conosco Laura di Racconti dal passato e Alice Jane Raynor. Amicizie virtuali.

Leggo altri blog. Cresco.

Inizio anche a recensire, visto che qualcuno ha interesse a sapere la mia. Ma perchè? Cosa distingue un libro edito da CE da un self? Solo il nome sopra?

Finalmente, la svolta. Ottengo la mia risposta grazie ai blog letterari che seguo: l’editing.

Sapere la grammatica non basta. Come non basta conoscere l’anatomia per creare disegni espressivi. Inizio ad associare l’editing alle linee di costruzione dei quadri. Puoi seguirle o no, ma devi conoscerle.

Inizialmente sono come tutti: ma se lo faccio correggere, poi non è più mio. Non voglio seguire quelle regole. Poi inizio a riconoscerle nei miei testi preferiti. I miei autori preferiti, seguono quelle regole. Eppure non perdono di freschezza.

E mi butto a studiare le tecniche. Scoprii cos’è un’infodump, imparo che aggettivi e avverbi vanno usati con parsimonia ed elimino le informazioni inutili.

Ma c’era un enorme problema: come si fa a vederli e a correggerli? Un conto è parlare di infodump, un conto e farne esempi pratici per correggerli.

Trovo esempi di editing. Finalmente. Cerco blog di editor, cerco libri (devo ancora recuperarli, per ora mi limito ai consigli), finalmente so come agire. Come lo sistemo un’infodump? Ci sono diversi modi. Un dialogo, ad esempio. Che sia realistico, ma può aiutare.

Scopro che non sono così fuori dal mondo a costruirmi la storia completa del racconto. Uso excel, molto comodo. Creo schede diverse: personaggi, cronologia della storia, mondo, regole, mi segno pure le descrizioni che potrebbero servirmi più avanti. Così ritrovo tutto, non devo rileggere.

E se per sbaglio il tempo o la voglia non mi permette di scrivere, posso ricominciare quando voglio.

Rileggo i primi capitoli di FF, quelli in cui una persona mi disse essere pieni di infodump. Così pieni non lo sono e, quando chiedo di aiutarmi a rintracciarli, non sa rispondermi. Ecco, magari questa gente evitatela. Molti avvertono gli errori, ma ti dicono che stai sbagliando senza sapere come aiutarti. Vi immaginate una professoressa che fa un segno rosso e non sa aiutarti a correggere?

L’editor vuole aiutarti a trovarli. Non tutti sono uguali, molti sono arroganti e saccenti, bisogna trovare quello giusto. Quello che non ti modifica il testo, ma ti insegna a migliorarlo. Che trova i tuoi errori.

Un maestro che ti guidi.

Scrivere narrativa è un’arte, e come tale necessita di una guida. State comunicando e ci sono delle leggi che sottintendo alla comunicazione. Il movimento degli occhi, la capacità di attenzione…

Per sapere scrivere, non bisogna leggere. Leggere e basta non serve. Potete divorare 300 libri all’anno, ma se non studiate la struttura, non capite cosa rende un libro bello da uno brutto, non serve a nulla.

Bisogna leggere di qualità e per qualità non intendo solo cose belle. Come lo vedi il bello se non conosci il brutto? Ogni tanto leggete le cose brutte, giusto per capire come NON volete scrivere. Perché se criticate 50 sfumature e poi cascate negli stessi errori, rischiate solo di apparire ridicoli.

Questo è stato il mio percorso fino a oggi. Spero abbiate gradito.

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