Intervista agli autori|Oltre le nebbie del tempo

Autore: Vari
Edizione: cartacea (15,59€) digitale (4,99€)
Casa Editrice: Independently published (12 dicembre 2018)
Dimensioni:42703 KB
Lunghezza stampa: 416

Trama:

Ventidue nuovi mondi. Scegli il tuo.
“Oltre le Nebbie del Tempo” è un viaggio al confine tra fantasia e realtà; da terre lontane e colme di magia a inaspettati viaggi nel tempo, da astronavi che solcano il vuoto tra le stelle a scorbutici alchimisti, attraverso la magia degli Arcani Maggiori.
L’immaginazione di quattro scrittrici e dodici illustratori si fonde in un’antologia di racconti fantastici, ognuno ispirato a un tarocco e corredato da un’illustrazione, il cui intero ricavato è devoluto a Fondazione Telethon per sostenere la ricerca.

Siete pronti a svelare cosa si nasconde oltre le nebbie del tempo?

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Oggi ospitiamo due delle autrici e il grafico che hanno lavorato alla raccolta di racconti Oltre le nebbie del tempo. Sediamoci davanti a una tazza di tè e iniziamo la nostra chiacchierata. Che ne dite se parliamo un po’ del vostro lavoro? Molte persone hanno collaborato a questo progetto; come avete scelto chi vi avrebbe partecipato?

Madison: Ciao! Innanzitutto, grazie per l’invito – e per il tè. Sì, in molti hanno lavorato a questo progetto. Siamo circa una ventina di persone, credo… praticamente un piccolo esercito. Quanto allo “sceglierle”, un po’ siamo andate a cercarle e un po’ si sono offerte volontariamente per darci una mano. Un progetto come questo non si sarebbe mai potuto realizzare, senza certe figure professionali (come il nostro santo Jury, qui, che ormai ha il suo altarino personale sulla mia scrivania) e, per quanto mi riguarda, sono davvero grata che ci abbiano messo a disposizione le loro energie e competenze.

Vy: Esatto, come ha detto Maddie, siamo un piccolo esercito! Credo che la forza del progetto nasca anche da questo. Non avremmo potuto fare nulla senza una squadra così consistente.

Jury: Io sono stato inserito nel gruppo a lavori già parzialmente avviati, quindi non ho partecipato alla selezione dei collaboratori. All’inizio avrei dovuto ingrossare le fila degli illustratori, ma subito ci siamo resi conto che la mia persona sarebbe stata meglio impiegata sul versante design del lavoro.

Venti persone! Siete tantissime! Se doveste indicarmi la difficoltà più grande che avete incontrato, quale scegliereste? Come l’avete superata?

Madison: La difficoltà più grande? Direi stare nei tempi senza perderci cose per la strada. La nostra Capa Suprema è stata fondamentale, in questo caso: stare con il fiato sul collo a tutti e assicurarsi che tutto filasse liscio senza andare al manicomio è un’impresa che non le invidio affatto.

Jury: Aggiungerei che per tutti noi questo è un progetto volontario che abbiamo deciso di aggiungere a tutti i nostri altri impegni, come il lavoro o l’università, quindi spesso integrare tra loro gli impegni e trovare il tempo e le energie da dedicare a tutto quanto è stato veramente complesso. Le minacce di morte e mutilazioni della capa fanno miracoli, comunque.

Vy: Oltre a quello che hanno detto i miei colleghi, aggiungo che, per quasi tutti noi, questa è la primissima esperienza di pubblicazione. In più, avendo scelto di percorrere la strada dell’autopubblicazione, abbiamo dovuto scontrarci con problemi e intoppi che nemmeno avevamo idea esistessero… per questo è stato fondamentale costruirci una squadra. Affrontare tutto il processo da soli, secondo me, sarebbe stato molto più temibile.

Da persona che conosce autori che hanno imboccato la via del self, lo so bene. Cosa vi è rimasto di questa esperienza? Ci fate un bilancio generale di pro e contro? Inoltre vorrei saperne di più di questa Capa…

Jury: Sicuramente ora, e qui parlo personalmente ma credo che la cosa sia condivisa dalla maggior parte di noi, sono molto più consapevole di cosa vuol dire prendere parte a un progetto professionale di gruppo. Finora le esperienze che ho avuto sono sempre state “controllate” in un ambito scolastico o accademico, questa è stata la prima volta che ho dovuto essere anche il controllore e il giudice del mio stesso lavoro. E questo è sia il pro che il contro, secondo me.
Per parlarti di Hime lascio il compito alle altre due, che la conoscono meglio e da più tempo di me.

Madison: Fare un bilancio mentre ancora corriamo dietro agli ultimi dettagli non è facile, ma di sicuro mi resteranno, oltre ovviamente al mio primo figlio in carta e inchiostro, anche le cose che ho imparato. Quelle mi saranno molto utili, in futuro. Se non altro, “la prossima volta” ci penserò bene, prima di dire «Sì, dai, facciamolo.» come se nulla fosse. Scherzo! Quando Veronica mi dirà che vuole fare un altro giro sul Carosello del Delirio, so già che le dirò di sì. Mi piace lavorare in gruppo, se il team è affiatato, e la soddisfazione è immensa, nonostante tutto lo stress che una mole di lavoro di questo tipo comporta. E poi (spoiler!) a Veronica non si può dire di no: ha questo misterioso superpotere che le permette di realizzare qualunque cosa si metta in testa. È solo grazie a lei che siamo arrivati vivi alla deadline. Le sue esortazioni sono state fondamentali in più di un’occasione.

Vy: Cosa mi è rimasto? Nel senso, quanti neuroni sono rimasti ancora vivi nel mio cervello? xD
Ovviamente, scherzo. È stato un lavoro duro, non lo nego, ma quando mi è stato chiesto da una persona che conosco se lo farei di nuovo, potendo tornare indietro, ho risposto di sì. Abbiamo tutti imparato tantissimo, sia per quanto riguarda il rispettare le scadenze e il coordinare un gruppo molto numeroso, sia sull’autopubblicazione in generale. Ora abbiamo una lunga lista di dos and don’ts e sappiamo meglio come muoverci; e credo che ciò sia fondamentale, visto che siamo alla nostra prima esperienza.
Per quanto riguarda la Capa… lei è quella che ha le idee folli e ambiziose. Poi ci siamo io e Maddie, che ogni volta che lei spara uno dei suoi lampi di genio le rispondiamo “Okay, ma come dovremmo fare a rendere fattibile ciò?”. Lo ammetto, io non mi sarei mai lanciata in prima persona in questo progetto, se non fosse stato per lei, ed è sempre merito suo se non abbiamo deragliato in tempo record.

Direi che avete imparato molto. A chi è venuta l’idea dei tarocchi? Prima avete scritto i racconti e poi li avete illustrati o il contrario? Qual è stata la vostra principale fonte di ispirazione mentre lavoravate?

Vy: L’idea degli Arcani Maggiori è partita dalla Capa Suprema. Tutte noi siamo sempre state affascinate da questo argomento, quindi non ha fatto nemmeno troppa fatica per convincerci a partecipare. In generale, abbiamo prima scritto le storie e poi le abbiamo consegnate agli illustratori perché si ispirassero; solo nel caso della Temperanza sono partita io a scrivere basandomi su un’idea dell’illustratrice. Per quanto riguarda i miei racconti, l’ispirazione è venuta da tantissime cose, oltre all’Arcano: a volte la storia è nata da una canzone, come per il racconto del Sole; altre è stato un personaggio a dare il via a tutto, come nella Fortuna e nella Forza; per la Temperanza l’input è arrivato dall’idea di Maria Luisa, l’illustratrice; per la Torre da un mondo che ho abbozzato, ma in cui non avevo mai ambientato nulla, prima; infine l’Angelo è nato dal voler unire fantasy e sci-fi. A volte, le idee si sono mischiate in modo strano e il racconto è uscito del tutto diverso da come immaginavo… insomma, ogni racconto è una cosa a sé.

Madison: Ha detto praticamente tutto Vy, per la prima parte. Per quanto riguarda l’ispirazione, ho dato fondo a tutte le mie risorse: per l’Eremita e per la Luna ho usato dei prompt, per la Morte una canzone, per il Papa mi sono fatta regalare una trama dal mio ragazzo e per il Carro ho romanzato una vicenda storica. Solo per la Papessa sono partita dalla carta nuda e cruda, ma per tutti i racconti ho plottato selvaggiamente, perché di scrivere a braccio non sono capace. Poi per tutte si è venuta ad aggiungere in corso d’opera la musica, perché mi piace scrivere con un sottofondo in loop, ed è stato molto divertente riuscire a inserire in alcuni dialoghi dei versi della canzone. Anzi, se ci riuscite, vi sfido a trovarli: mi diverte vedere i lettori che danno la caccia ai miei easter egg.

“Mi ha regalato la trama” significa che è stata un’idea sua? O ti ha dato solo l’input? Oltre a questa raccolta, di cosa vi occupate? Avete scritto altro? E se sì, cosa? Ce ne volete parlare?

Madison: Significa che, un bel dì, gli ho detto «Devo scrivere un racconto ispirato alla carta del Papa, che significa questo e quest’altro, ma non ho idee.» e lui ha risposto: «Non c’è problema: usa una delle mie.» e mi ha raccontato una trama che aveva in mente. Poi io l’ho rimaneggiata, altrimenti mi sarebbe sembrato di plagiare o qualcosa del genere, e in parte ha influito anche il disegno di Carlotta: anche se l’avevo già finita, quando ho visto il suo Papa non ho potuto fare a meno di tornare indietro e trasformare il personaggio seguendo il suo disegno. Oltre alla raccolta, sono anni che scrivo e pubblico cose su internet. Ci sono fanfiction sparse qui e lì nei più oscuri recessi di internet e poi ovviamente c’è La Freccia spezzata, fantasy che Veronica mi ha quasi costretto a scrivere, che sta raggiungendo i suoi traguardi su Wattpad.

Vy: I miei progetti attuali – oltre a sopravvivere all’università – vertono tutti attorno alla storia che sto scrivendo, una space opera militare che parte dall’idea di restare il più possibile aderente alle scienze attuali (hard sci-fi, per chi si intende di sottogeneri), intitolata Invictus. È un lavoro molto ambizioso, rispetto a tutto quello che ho scritto finora, e anche se sono solo a metà della prima stesura, sono piuttosto soddisfatta. Mi sto concentrando esclusivamente su questa storia e l’universo narrativo che ci ruota attorno ormai da quasi un anno e, per una persona che ha l’attention span di un pesce rosso come la sottoscritta, questo è un risultato già di per sé! Anche io pubblico la storia a puntate su Wattpad e devo dire che sono davvero contenta del riscontro, soprattutto visto che la fantascienza non è certo uno dei generi più popolari della piattaforma.

Ehi, ma io queste storie le ho intraviste! Purtroppo non riesco a seguire molto bene Wattpad. Su quali altre piattaforme vi si può trovare? E quale vi piace di più?

Vy: Invictus la sto portando avanti solo su Wattpad ed è già un peso considerevole, visto che aggiorno due volte alla settimana e faccio fatica anche a ricordarmi di farlo, a volte… in effetti è difficile leggere le storie in corso anche per me!
All’inizio, pubblicavo le mie storie anche su EFP, ma mano a mano che il sito è diventato sempre più vuoto – almeno nella sezione originali – visto che facevo fatica a stare dietro a entrambi, appena ho finito la mia originale fantasy mi sono spostata solo su Wattpad. Mi sarebbe piaciuto riprendere a pubblicare anche su EFP, con Invictus, perché in fondo ho cominciato là e sono molto affezionata al sito; ma la sezione Fantascienza delle originali era deserta anche nei momenti migliori, ora ci sono i cespugli che rotolano…
Non saprei scegliere una piattaforma preferita, tra le due. A EFP, appunto, sono davvero affezionata, ma Wattpad ha un sacco di funzionalità che EFP non ha mai avuto e, anche se è stato difficile, all’inizio, abituarmi alle classifiche e a tutto il resto, ora devo dire che mi trovo molto meglio lì. L’aspetto social è più forte che su EFP, è vero, e questo può piacere o meno. Personalmente, oltre al fatto che ha una community più attiva, di Wattpad mi piace la possibilità di creare una copertina – mi dà la scusa per passare ore e ore su Photoshop invece che scrivere xD – e adoro il fatto che ci siano i dati statistici per le storie: per esempio, la percentuale di letture terminate per capitolo, che mi aiutano a capire i punti critici della storia, o le demografiche dei lettori come fascia d’età e genere. Siccome ambisco a una pubblicazione tradizionale, con una casa editrice, conoscere il proprio pubblico è fondamentale.

Madison: Come Vy, anche io ho cominciato su EFP e ho poi abbandonato la nave che affondava. Il declino del sito è cominciato anni fa e non credo si arresterà, visto che i primi a non curarsene sono gli amministratori. Peccato. Tuttavia, ci ho lasciato un paio di fanfiction e uno spin off della Freccia e ogni tanto accedo a sbirciare l’account, ma per il resto lo lascio a prendere la polvere. Incredibilmente, mi si può trovare anche su AO3… con testi in inglese. Sì, c’è stato un momento della mia vita in cui ho provato il folle desiderio di mettere alla prova le mie capacità con l’inglese e mi sono imbarcata nella traduzione di una serie di one shot che il pubblico inglese, a quanto pare, apprezza molto. Ricevo periodiche richieste di proseguire e mi sento in colpa a deludere i lettori angolofoni, ma il solo pensiero di tradurre un altro racconto e mezzo mi stanca a morte. In più, ora ho anche ripreso a scrivere il seguito della Freccia, quindi mi mancano sia il tempo, sia le energie per aggiungere altre cose. Però è bello vedere gente che mi scrive che “per non essere madrelingua, scrivi abbastanza bene”. Però il mio grande amore resterà Wattpad, alla fine: mi ha dato soddisfazioni che altrove avrei solo potuto sognare, senza dover rincorrere i lettori con gli scambi, se non per i primissimi tempi.

Siete molto impegnate anche con i vostri progetti personali. Ora vi chiedo: a quale arcano vi sentite più affini e per quale ragione?

Madison: Scegliere un arcano solo è dura. La tentazione di rispondere la Papessa e atteggiarmi un po’ mi stuzzica, ma stasera mi sento in vena di non prendermi troppo sul serio, perciò dirò l’Eremita, che adora starsene da solo nella sua torre in cima alla montagna per studiare, il più lontano possibile dalla vita “civile”. Ci sono giorni in cui la voglia di mollare tutto e andare a vivere da sola in qualche luogo impervio mi tenta; poi, però, di solito mi ricordo che il mondo non è poi un posto così orribile e forse posso anche dargli una “seconda” possibilità.

Vy: Tutti gli Arcani che ho scelto mi piacciono per qualche ragione e non voglio citare, come al solito, la Torre – anche perché è il mio preferito, ma se mi ci sentissi affine sarebbe un problema! Dovendo sceglierne uno, direi la Forza, perché riguarda più la forza mentale che quella fisica, e ho sempre pensato che il cervello fosse la mia arma migliore. Che poi sia vero o meno, non lo so, ma di certo non posso contare molto sulla forza fisica…

Siamo arrivate alla fine, c’è altro che vi piacerebbe dirci sul vostro percorso?

Madison: Penso di aver detto praticamente tutto. L’unica cosa che potrei aggiungere è che fa strano guardarsi indietro. Voglio dire, sono partita dall’appestare internet con storie orribili circa dieci anni fa (sono vecchia, diamine!) e oggi posso lucidare il bollino “Goodreads Author” sul mio profilo. Non è il Nobel per la letteratura, ma è comunque qualcosa – un traguardo, sì, ma anche una nuova linea di partenza. Meglio non pensare al prossimo passo, o potrei emozionarmi ed è presto per quello!

Vy: Aggiungo solo una cosa, un po’ stupida, forse, ma che si ricollega alla risposta di Maddie. Anche io ho un passato oscuro di storie brutte postate su EFP – solo dal 2014, però; in fondo, sono una novellina – e ricordo che, i primi tempi, leggevo le storie di quelle che poi sono diventate le mie colleghe in questa raccolta e pensavo che non sarei mai stata ai loro livelli. Quattro anni e mezzo dopo, siamo amiche e abbiamo scritto un libro insieme.

Vi ringrazio per aver partecipato a questa chiacchierata, sperando che vi siate divertiti a questo tè, vi saluto e vi faccio i migliori auguri per questo meraviglioso progetto!

Madison: Grazie a te per questa occasione. Buon viaggio a vederci!

Vy: È stato davvero piacevole, sono contenta di aver partecipato! Grazie mille e alla prossima!

Jury: Grazie, per il tè e per la chiacchierata!

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