I colori della corte Raynor | Mistero

I colori della corte

Tre blog, un tema, tre citazioni e tre deliri.

Mistero

Tema scelto da Alice

La più bella e profonda emozione

che possiamo provare è il senso del mistero;

sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza.

-Albert Einstein

Mi è capitato spesso di parlare di “mistero”, la prima volta che mi sono accorta di come la gente stia diventando pigra, riguarda il film live action de “La bella e la bestia”.

Il film mi è piaciuto, potete non considerarlo un capolavoro, ma, per favore, evitate polemiche qua sotto.

Quello di cui voglio parlarvi, è di un argomento che preme molto in ambito scrittura e che spesso viene usato in modo improprio, addirittura abusato a discapito di un’altra regola (non ne parlo qui, ma viene chiamato “Regola della pistola di Cechov”) e preferisco farvi un esempio di quello che mi ha fatto scaturire questo pensiero, penso sempre siano più chiari della teoria.

Lo show don’t tell.

Oramai molti conoscono questa regola, ma perché dico che se ne abusa? Mostrare tutto spesso genera errori di pov e lo show non riguarda per nulla il vestiario o la descrizione minuziosa dei mobili, riguarda ben altro.

La domanda che molti si sono posti è: “Perché la gente non sapeva del castello?” e il live action ha dovuto spiegarlo.

Siamo seri? Nel cartone un ragazzo viene trasformato in bestia, il castello è abitato da oggetti parlanti, il tempo passa in modo diverso dal castello all’esterno, viene più volte ribadito il concetto “castello incantato” e sentite davvero il bisogno di avere una spiegazione: “Il castello venne rimosso dalla memoria degli abitanti”? Vi rendete conto che questo “show” è totalmente inutile e che questa spiegazione rovina l’aura di mistero che si è creata? Non so, io mi sono trovata a sentirmi una cretina, come se non potessi arrivarci da sola. Ma a leggere di come tanti abbiamo voluto sapere come Elsa abbia ottenuto i poteri, mi ha fatto ricredere. Non mi pare che in Rapunzel la gente si sia chiesta come Gothel abbia ottenuto i poteri, come Malefica abbia ottenuto il castello o perchè Grimilde abbia uno specchio parlante. Qualcosa deve essere andato storto alla stipula del patto narrativo.

Lo show don’t tell non riguarda il mostrare anche quando le persone vanno in bagno o descrivere particolari che il pov di riferimento non noterebbe, serve a evitare che alcuni aggettivi impediscano il mostrato.

Non serve a fare giri di parole sull’aggettivo “rosso”, serve a mostrare la rabbia di un personaggio. Invece di “si arrabbiò” dovete scrivere “serrò i pugni e divenne rosso in volto”. E non esagerare, scrivendo che “il colore del volto divenne lo stesso delle fragole mature”.

Vi ricordate la naturalezza di qualche appuntamento fa? Che cosa è più naturale?


Quale saranno le citazioni di Anna e Alice? Andate a vedere!

2 pensieri su “I colori della corte Raynor | Mistero

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