Un parere | Divergent series, prima parte

Eccomi tornata a pubblicare. Quanto durerà stavolta? Partono le scommesse.

Se sono sparita è stato per organizzare il sito nuovo. Questo non sparirà, ma cambia un po’ i suoi obiettivi. Non ci saranno più recensioni curate, ma scritte quasi di getto, basate quasi esclusivamente sul mio gusto personale.

Ed è per questo che torno a fare recensioni di film, partendo da una trilogia di cui vidi il primo anni fa  e mi rifiutai di vedere gli altri. Per qualche ragione, mi è tornata voglia di rivederli per sapere come sarebbero finiti.

E niente, avrei fatto meglio a non vederla. 

La recensione, anzi più analisi, è uscita un po’ troppo lunga per un articolo solo quindi lo taglierò in tre parti.

ALLERTA SPOILER

Voglio mettere in luce le debolezze del film a livello di trama. Vi svelerò quindi i colpi di scena del film. Siete avvisati.

Se amate Divergent, questa analisi non fa per voi.

Non insulterò le persone a cui piace, il piacere personale deriva da meccaniche complesse che racchiudono molte variabili, alcune anche estremamente private. Se vi è piaciuto, buon per voi. 


Per prima cosa, una piccola digressione sull’ambientazione.

Divergent parla di una società divisa in cinque fazioni: 

  • abneganti: si dedicano agli altri, governano la società;
  • pacifici: rifiutano la violenza in ogni sua forma, coltivano la terra;
  • candidi: dicono sempre la verità, sono i giudici; 
  • intrepidi: i più coraggiosi, proteggono tutti gli altri;
  • eruditi: gli scienziati, vogliono il potere degli abneganti.

Una volta raggiunti i sedici anni, i ragazzi devono sottoporsi a un test che dirà loro in quale fazione andare.

Ha tutte le carte in tavola per essere un distopico, peccato per un particolare: il test non serve a nulla. Vuoi diventare un intrepido anche se sei uscito pacifista? Ebbene, alla cerimonia puoi scegliere di diventarlo. 

L’unica parte un po’ distopica riguarda l’abbandono della famiglia da cui non puoi più tornare: se non ti piace dove ti hanno messo, puoi solo diventare un Escluso. Non appartieni a nessuna fazione, sopravvivi solo grazie alla carità degli abneganti.

In questo mondo si muove Beatrice, una sedicenne abnegante che durante il test (lo ammetto, estremamente interessante ma non particolarmente originale) scopre di non appartenere a nessuna fazione, o meglio… di appartenere a tutte. È una divergente, può essere chi vuole e in quanto tale è pericolosa.

Ed ecco la prima contraddizione: non hai l’obbligo di seguire il test, perché viene considerata pericolosa?  

Da qui in poi, il nulla. Per un’ora vediamo lei che si allena perché ha scelto gli intrepidi, ma che fa fatica e rischia di essere buttata fuori, intravediamo la romance, vediamo lei che all’improvviso risale la classifica, vediamo il mondo dall’alto: una città mezza distrutta circondata da alte mura per difenderli dai pericoli esterni.

Se, come me, ve lo siete chiesti, vi ricordo che Attack on Titan è uscito nel 2009, il primo romanzo nel 2011. Sarà una mia impressione, ma a me questi film sembrano sempre delle fanfiction a cui hanno cambiato due particolari in croce.

Ora, vorrei che vi soffermaste su un dettaglio: la città è mezza distrutta. Loro sono rinchiusi lì da almeno due secoli. Città mezza distrutta, rinchiusi da due secoli. In due secoli dovrebbero essere poco meno di una decina di generazioni. Nessuna fazione ha mai pensato a ricostruire? 

All’improvviso il film ha un’accelerata: se si scoprisse che Beatrice è una divergente, rischierebbe la vita (perché? Mistero). E da lì a poco avrebbe dovuto subire un altro test (mentale) per verificare di essere davvero un’intrepida, ma i divergent sono coscienti di vivere un’illusione, perciò reagiscono in modo diverso. Beatrice, ora solo Triss si allena con Quattro. E qui… sorge un ulteriore problema.

Quando Triss entra nel covo degli intrepidi, le viene detto “Puoi cambiare il tuo nome, ma pensaci bene perchè sarà definitivo”. Quattro si fa chiamare così perché sono quattro le sue paure, paure che scopre durante le prove del test, che avvengono dopo la scelta della fazione e dell’eventuale cambio di nome. Cioè, lui prima si fa chiamare Quattro, poi decide che derivi dalle sue paure, che sono appunto 4. Dimenticavo, Quattro è un divergente pure lui. 

Dopo il test, andato a buon fine, scopriamo che gli eruditi stanno progettando un colpo di stato (sopresa) in combutta con gli intrepidi. E in tutto questo io mi sono detta: 

“Sembrano cavie in un laboratorio, come nell’universo 25”. 

Quanto avevo ragione. Tranquilli che tanto ora salto particolari a piè pari.

Il colpo di stato degli eruditi ha successo e recuperano una scatola da casa di Triss. I sopravvissuti sono costretti a scappare verso le campagne dei pacifici. Così si conclude il primo film.

A domani con la seconda parte.

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