Recensione | End of the Road Bar (seconda parte)

Autore: Daniele Batella
Edizione: cartacea (14,90€); digitale (0,99€)
Casa Editrice: DarkZone

Quarta: Sette sconosciuti, condotti lì da un’invisibile volontà, raccontano le loro vite a Penny, la glaciale e misteriosa cameriera pronta a raccogliere le loro confessioni tra un drink e l’altro.
E così, ora che i primi quattro clienti hanno messo a nudo le loro esistenze, è giunto il turno degli ultimi tre.
Un rocambolesco viaggio tra le bianche cupole di Roma, le guglie sferzate dal vento di Norwich, le caleidoscopiche vie di New Orleans e le infinite lande ghiacciate dell’Antartide.
Segreti, amori inconfessabili e crimini efferati si susseguono in un complesso arazzo che inizia a concedere le sue risposte alla più grande domanda dei sette.
Cosa ci fanno veramente lì?
Alla fine l’alba giungerà come una luce rivelatrice; i segreti verranno svelati, il misterioso filo che attraversa le vite dei sette verrà finalmente dipanato e Penny mostrerà il suo vero volto, gettando una fosca luce sul loro destino finale.

Biografia: Daniele Batella nasce ad Arezzo l’11 Giugno 1988.
Consegue la Laurea Triennale in Lingue e Culture del Mondo Moderno presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
Dal 2009 si esibisce come cantante nel gruppo vocale Cherries on a Swing Set.
Da sempre appassionato di arte creativa, forma i suoi gusti letterari su romanzi thriller, noir, con ambientazione storica, elementi archeologici o accenni al sovrannaturale; allo stesso tempo l’introspezione psicologica e l’esplorazione delle umane pulsioni proprie di autori come Henry James o Michael Cunningham lo portano a cesellare il suo gusto verso una narrativa antropocentrica, fatta di storie di vita vissuta.
End of the Road Bar è il suo primo romanzo.
Vive ad Orvieto, in Umbria.

recensione

Ed eccoci tornati all’End of the Road Bar, lo strano locale gestito dalla misteriosa Penny. La storia riprende dove l’avevamo lasciata, a metà del racconto di Elsa. Anche i capitoli continuano con la loro numerazione, confermando quanto già pensassi: si tratta di un lungo racconto da leggersi tutta d’un fiato.

«Questo luogo esiste da tempo immemore […], per questa sala sono passate migliaia di anime.»

Finalmente in questo volume scopriamo le storie degli ultimi protagonisti, in un susseguirsi di rivelazioni, troppo spesso dolorose. Le loro vite si intrecciano in una corda tessuta da un singolo uomo, moltissimi anni prima. Quando l’ultimo cocktail verrà servito, finalmente scopriremo il segreto del bar e dei suoi misteriosi avventori.

L’autore possiede la straordinaria capacità di farti empatizzare sia con un uomo in piena transizione e poco incline ad accettare una presenza divina, sia con un devoto convinto che, nonostante i dubbi, decide di dedicarsi al divino. Ed  è proprio la storia di quest’ultimo ad avvicinare il testo al genere fantasy, a farci finalmente entrare nel vero mondo “magico”. 

Alcuni difetti del primo volume sono ancora presenti, soprattutto una scelta del lessico non sempre appropriata, ma perdonabile in quanto il testo vale molto.

Il finale mi ha lasciata sorpresa, non mi aspettavo un epilogo del genere. L’autore ci saluta con  una meravigliosa descrizione degli eventi, ma che, devo ammettere, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Un finale agrodolce, speciale e inatteso. 

È una storia, quella dell’End of the Road Bar a cui ci deve approcciarsi senza pregiudizi. È un romanzo in cui la sessualità è pregnante, che non sfocia mai davvero nella volgarità.


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