Quinto articolo sulla lettura digitale

Sto aggiornando il blog. Se ricevete dei pingback vecchi di secoli, dipende da questo. Chiedo scusa per l’eventuale disagio.

Domande di diversa natura sulla lettura digitale. Perché un reader è ecologico? Come si convertono i file? Posso leggere su Kobo un ebook preso su Amazon?

https://locurto.it/scrittura/varie-ed-eventuali/


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Ce la posso fare… forse

Ogni volta che penso “dai, ho quasi finito” escono fuori problemi

Ho davvero un sacco voglia di iniziare a scrivere, ma se inizio senza aver finito lo schema mi bloccherò di nuovo. Lo so, è matematico. Quindi con calma e pazienza proseguo, poi mi blocco anche con il progetto.

Succede quando c’è qualcosa che non capisco, un errore che colgo a livello inconscio ma che non vedo. E quindi si rilegge.

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Trasformare un gioco in un romanzo

Come ho detto, vorrei parlare un po’ di più di quel che faccio, oltre che a qualche recensione rapida o pareri veloci.

Quindi, oggi volevo parlarvi della difficoltà di trasformare una campagna GDR in storia, o meglio, dei passaggi che sto effettuando.

Sapete, io sono una plotter (ho letto che veniamo chiamati anche planner, che trovo più appropriato). Per chi non lo sapesse, prima di iniziare a scrivere, pianifico. Chi ha letto le mie storie sa che sono complesse, se non avessi una dannata base di partenza impazzirei. E, soprattutto, se non avessi un finale.

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Tornare a scrivere, ancora

Sapete, la ragione per cui ho aperto un nuovo sito è perché sentivo il bisogno di qualcosa di più professionale, una specie di curriculum vitae online. 

Tuttavia, La Nuova Corte resta e resterà il mio angolino, quello in cui scrivo quasi di getto, senza pensare alle regole SEO (quanto le odio), senza pensare troppo a come impaginare il testo, senza dover stare attenta ad andare off-topic.

Ogni volta mi prometto che scriverò di più, ogni volta mi prometto che riattiverò tutto, ma poi non lo faccio.

Per me questo è stato un anno molto difficile, ma non vi annoierò con i miei problemi. La ragione per cui non riuscivo più a scrivere, né a livello dilettante (nel senso per diletto) né a livello più professionale è questa. Stavo male.

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Scrittura | Riflessione sul Politically correct

Dopo aver lasciato il blog un po’ a sé stesso, vorrei riprendere a pubblicare, magari rimettendo mano a quella specie di rubrica sulla scrittura che avevo progettato e mai davvero messo in pratica.

Inizialmente volevo partire dalle basi della comunicazione, ma ho preferito una riflessione sul politically correct, ossia quella strana parola che viene chiamata in causa quando qualcosa ci appare troppo buonista.

Introduzione

Nel corso della storia dell’umanità, la sensibilità sociale si è modificata. Quante volte avete sentito dire “una volta si era più educati“? In realtà non è proprio vero.

La strada da fare è ancora lunga, ma rispetto anche solo a qualche anno fa, il rispetto è aumentato. Oggi – parlo dell’occidente – non si arresta qualcuno perché è omosessuale e non si obbliga una donna a sposare il proprio stupratore.

Ricordiamo il passato meglio di quello che fosse in realtà, anche se i ricordi negativi ci segnano più nel profondo.

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Scrittura | Evangelion: cosa significa comunicare

Le fonti sono inserite a fondo pagina. Alcune, specie quelle tratte da Wikipedia, sono facilmente verificabili dalle reference e aprendo un qualsiasi testo di comunicazione, anche di prima elementare.

Il 21 di questo mese, Netflix ha reso disponibile sulla piattaforma una pietra miliare della fantascienza giapponese: Neon Genesis Evangelion. Si tratta di un’opera tutt’altro che di nicchia, conosciuta nel mondo e di difficile comprensione già di suo.

Vi riassumo velocemente la trama: a causa di un fenomeno noto come “Third Impact”, gli esseri umani hanno rischiato l’estinzione. A seguito di questo evento, degli esseri denominati come “angeli” stanno attaccando la città di Neo Tokyo-3. Per sconfiggerli, sono stati creati dei mecha umanoidi (Eva) pilotabili tramite un complesso sistema di reti neurali a cui solo dei ragazzi di 14 anni, ossia chi è nato dopo il Third Impact, è in grado di collegarsi. Si scoprirà presto che la trama è un mero pretesto per parlare di depressione, traumi e, soprattutto, incomunicabilità tra le persone. Un ottimo esempio di come un messaggio possa passare attraverso una storia senza diventare un saggio e senza soverchiarla. Continua a leggere