Recensione | Prima di Dracula

Questo libro fa parte della challenge! – Un libro che è garantito ti renda felice!

Prima di Dracula. Archeologia del vampiro

Autore: Tommaso Braccini
Edizione: Cartaceo e digitale
Casa Editrice: Società editrice il Mulino (1 gennaio 2012)
Dimensioni:  938 KB
Lunghezza stampa:  270 pagine

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Mentre in Occidente fiorivano Umanesimo e Rinascimento, nei Balcani e nei territori dell’Impero bizantino ormai al tramonto si diffondeva il timore dei morti che uscivano dai sepolcri per perseguitare i viventi; più tardi, nel momento in cui a Versailles si celebravano i fasti del Re Sole, i suoi inviati in Grecia riferivano di roghi accesi nelle isole dell’Egeo per sbarazzarsi di cadaveri che gettavano nel terrore interi villaggi. Il libro, che poggia su una ricca base documentaria, illustra lo sviluppo delle credenze vampiriche nel medioevo bizantino e slavo ricercandone i primordi nell’antichità e seguendone le tracce, che intersecano quelle dell’eresia e della storia della Chiesa, fino all’epoca moderna. L’analisi di queste voci antiche permette così di comporre una avvincente “archeologia del vampiro”.

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Recensione | Tuareg di Barbara Fiore

Book Challenge 2016: un libro di una cultura che non conosci.

Autore: Barbara Fiore
Edizione: cartaceo (12,32€)
Pagine: 209
Editore: Quodlibet

Link: Amazon – Quodlibet

Trama: Africanista, docente di Etnologia presso l’università di Tor Vergata. Nelle sue ricerche ha studiato il rapporto col mondo soprannaturale in alcune culture del Maghreb, del Sahara e del Sahel. Si è occupata di talismani e scritture terapeutiche tra gli Ulad Askar della Tunisia, dei sistemi simbolici nei tatuaggi della Kabilia algerina, della divinazione e della malattia tra i Dogon del Mali, di medicina erboristica e ricette tra i Tuareg del Mali. Tra i suoi libri ricordiamo Il bosco del guaritore (Bollati Boringhieri), e Tuareg (Quodlibet), frutto di una appassionata, accurata e complessa ricerca svolta dall’autrice, che racconta il momento in cui una straordinaria e antica cultura si sta perdendo, ma anche come attraverso la musica i Tuareg riescano a far sopravvivere la loro identità.

Fonte: http://goo.gl/owcz1d 

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Briciole | Leggenda tuareg

Eccomi tornata con una briciola di notizie. Sto leggendo Tuareg di Barbara Fiore, e ho trovato una leggenda, molto simile a un pettegolezzo, molto… strana.

Un mago doveva partire per un viaggio e, per non avere sorprese, incantò la figlia rendendola sterile. Al suo ritorno, tuttavia… non ricordò la formula per sciogliere l’incanto e lei invecchiò senza matrimonio o figli.


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Briciole | Concubine di pietra

Ho appena comprato questo e già l’introduzione è fantastica.

A parte la prima frase dell’introduzione (postata su FB), ho appena scoperto l’esistenza delle “concubine di pietra”, che sarebbero state ritrovate nei sepolcri dell’antico Egitto, della Mesopotamia e… vario.

Sono statuette femminili (alterate negli organi riproduttivi) senza piedi perchè non potessero fuggire… che servivano a placare la lussuria dei non morti, per evitare che tormentassero i vivi.

Delle bambole gonfiabili per i morti insomma.

Vero? Falso?  Boh, qualcuno ne sa di più?


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Recensione | La fata dai piedi di mula

Per la book challengeun libro della tua libreria

Autore: Tommaso Braccini
Titolo completo
: La fata dai piedi di mula. Licantropi, streghe e vampiri nell’Oriente greco.
Formato: digitale e cartaceo

Link: Amazon

Trama: «In questi racconti il lettore vedrà spesso dispiegarsi una fantasia cupa, perversa, imprevedibile, che certo non ha molto della pretesa luminosità attica. Si tratta spesso di storie che hanno il potere di esplorare le pieghe della paura e dell’orrore, ma anche della comicità e dell’ironia, con un’efficacia e una ricchezza di invenzioni che difficilmente un moderno sceneggiatore di film pulp, horror o splatter potrebbe eguagliare: per il buon motivo che un’intera popolazione e una tradizione secolare, nel lavoro della fantasia, dispongono di risorse incomparabilmente superiori a quelle di un uomo solo, o anche di un team di ghost writer; proprio come un’intera cultura, nella riflessione narrativa che compie su se stessa, è quasi sempre superiore alla invenzioni saggistiche del filosofo o dello psicoanalista.»

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