Un parere | Divergent series, terza parte

ALLERTA SPOILER

Voglio mettere in luce le debolezze del film a livello di trama. Vi svelerò quindi i colpi di scena del film. Siete avvisati.

Se amate Divergent, questa analisi non fa per voi.

Non insulterò le persone a cui piace, il piacere personale deriva da meccaniche complesse che racchiudono molte variabili, alcune anche estremamente private. Se vi è piaciuto, buon per voi. 


Eccoci giunti al terzo film.

Triss ha liberato Chicago dal giogo degli eruditi. Chi prende il potere? Ma ovviamente gli esclusi, che hanno aiutato Triss. In realtà più che dare un rifugio non fanno, ma si sa come vanno le cose, no?

Vi vedo, qualcosa non vi torna negli esclusi. Già, neanche a me. Una fazione a tutti gli effetti ma che non è una fazione… formata da persone che non si sono sentite parte del sistema. Non so voi, a me paiono divergenti a tutti gli effetti. Se ve lo siete chiesti pure voi, no. Semplicemente sono stati esclusi per ragioni varie. Perché questi vivono mentre i divergenti vengono ammazzati, lo sa solo chi ha scritto la storia.

Dopo l’ennesimo colpo di stato, vengono riproposte ‘ste benedette fazioni. Un consiglio formato da sei membri era troppo difficile a quanto pare.

Anche qui, rapido riassuntone: fratello di Triss aveva tradito per tornare dagli eruditi, dovrebbe essere giustiziato ma viene salvato, gruppo di protagonisti e secondari scappa dalla recinzione, una della compagnia muore totalmente a caso perché sì, Caleb che vede una pozza e capisce che è radioattiva (forse perché rossa), sparatorie in mezzo al deserto che un cieco centrerebbe meglio il bersaglio, ologramma che sparisce e fa apparire un esercito che salva i nostri eroi, il mondo è devastato alla Mad Max, vengono portati all’aeroporto di Chicago trasformato in un centro di sanità, qui scoprono la verità (ne parliamo dopo), tutti eroi, si scopre che l’unica divergent è Triss, gli altri non lo sono, scoprono che qualcosa non torna e che i salvatori in realtà rapiscono bambini e cancellano loro la memoria perché… bè, perché sì, a Quattro non sta bene, a Chicago scoppia la rivoluzione, Quattro torna a casa, Caleb scopre di Quattro, avvisa Triss, tornano a Chicago, boom boom, bang bang, capo di aeroporto di Chicago muore, rivoluzione sventata, film flop colossale, non viene girato il quattro.

Già. La serie di film non finisce.

In ogni caso, non è la trama del tre che mi interessa, che è solo una successione di eventi tipica da film d’azione,  quanto la spiegazione.

La Storia nel film

Gli esseri umani hanno provato a migliorarsi geneticamente e hanno fallito creando persone con caratteristiche caratteriali più accentuate. Inutile che sto a spiegarvi quali, le fazioni.

Questi umani vengono perciò considerati come danneggiati e devono essere riparati.

Come? Rinchiudendoli in una teca da laboratorio aspettando che nasca un divergent, che ha il corredo genetico riformato. Li dividiamo in fazioni e li facciamo vivere in pace così.

Non so da dove partire per far capire come non stia né in cielo né in terra questa cosa.

Uno, dentro Chicago, prima del colpo di stato degli eruditi, stavano in pace. Quindi dove stava il problema? Forse qualche problema con gli intrepidi, ma sarebbe bastato convogliare la rabbia e stavano calmi, come s’è visto nel film.

Due, voglio sistemare il corredo genetico di questa generazione… suddividendoli per corredi genetici simili. Eh? Ma obbligarli a procreare con la persona più adatta no? Qual era l’obiettivo, far nascere la variazione senza che fosse possibile variare il corredo genetico? La base per un disptopico c’era, magari alla Brave New World o alla The Lobster.

Ma poi curarli e isolarli… perché? Non sono contagiosi (parliamo di DNA) e non sono pericolosi, cosa spinge a rinchiuderli? Non fanno manco esperimenti, li guardano e basta. Non so… scienziati senza scrupoli che per studiare il comportamento umano, hanno elaborato quel sistema e inoculavano sostanze particolari. La spiegazione devo dire che mi ha ricordato Maze Runner (2009).

Conclusioni

Il film in realtà non è neanche così pessimo. È frenetico, mantiene alta l’attenzione, le prove le ho anche trovate interessanti… ma non ha una struttura. Si susseguono momenti su momenti che guardi un po’ come mangi certe galette: non sanno di nulla ma devi masticare. Momenti epici totalmente a caso, mal gestiti, una trama che ha non fondamenta perché la storia su cui si basa non ce l’ha. Devo dire che ho capito perchè molti fan si sono trovati delusi dal finale, non regge (il libro era pure peggio da quel che ho letto).

Le avvisaglie c’erano tutte però, i buchi sono iniziati ai primi dieci minuti di film.

Ora avrei una domanda da porvi: ci sono film che avete visto, vi hanno fatto pena e non sapete perché? Non valgono i film palesemente brutti, parlo di film come questi. Che sì, non sono neanche così brutti però… Consigliatemene qualcuno, li uso per esercitarmi nell’editing.

Un parere | Divergent series, seconda parte

ALLERTA SPOILER

Voglio mettere in luce le debolezze del film a livello di trama. Vi svelerò quindi i colpi di scena del film. Siete avvisati.

Se amate Divergent, questa analisi non fa per voi.

Non insulterò le persone a cui piace, il piacere personale deriva da meccaniche complesse che racchiudono molte variabili, alcune anche estremamente private. Se vi è piaciuto, buon per voi. 


Nel secondo film vediamo i fuggitivi vivere tra i pacifici, vi salto le dinamiche banalissime che si creano (intrepidi e pacificisti assieme, tradimenti, fughe rocambolesche). Vi giuro che non succede nulla fino a più o meno la fine: Quattro e Triss si rifugiano dai Candidi, dove sono costretti a dire la verità a causa di una sorta di siero che viene loro iniettato.

Triss sotto siero della verità rivela di aver ucciso non solo un suo compagno e amico, ma anche i genitori.

Peccato che anche qui abbiamo una debolezza di trama. È vero che lei ha sparato all’amico, ma era una situazione di vita o di morte (o lei o lui) ma non ha ucciso i suoi genitori, al massimo ha causato la morte del padre. La madre è stata uccisa mentre scappavano, il padre mentre cercavano di infiltrarsi tra gli eruditi. Tuttalpiù avrebbe potuto dire “non sono riuscita a difenderli”. Ricordiamoci che è sotto siero della verità, non è la sua coscienza a parlare. In ogni caso, la scenetta serviva solo a far perdere a Cristina la fiducia in Triss. Giusto un momento.

La notte successiva, i candidi vengono attaccati, si rifugiano dagli esclusi dove (sopresa!) si scopre che la madre di Quattro è viva.

In tutto questo il fratello di Triss (che aveva scelto gli eruditi) se ne torna dagli abneganti, un tizio tradisce (se ve lo state chiedendo, sì. Lo stesso di prima. E lo farà ancora e ancora), sempre lo stesso tizio fa capire alla capa degli eruditi che: “Ehi! Ma io controllo gli intrepidi grazie a un chip!” perciò costringe tipi a suicidarsi, Triss non lo può permettere e si consegna. E abbiamo passato un’ora di film.

Torniamo alla scatola, il maggiore dei nosense.

Erudito=scienziato=logica, ricordatelo.

Questa benedetta scatola è stata lasciata dagli antenati. Può essere aperta solo superando tutte le prove delle fazioni e solo un divergent può farlo.

Gli antenati vi lasciano una scatola che solo un divergent può aprire e gli scienziati sono convinti che i divergent siano un pericolo.

Vi lascio stare tutto il pezzo in mezzo, in ogni caso Triss viene liberata grazie al traditore (che tradisce di nuovo, stavolta gli eruditi) e, invece di prendere la scatola e tentare di aprirla da sola, Triss decide di aprirla lì. Sì, sembrerebbe che la tattica militare non sia un corso insegnato tra gli intrepidi.

Supera l’ultima prova e scopriamo che… gli antenati cercavano un divergente (ma non me lo sarei mai aspettato).

Vi salto tante altre piccole sottigliezze: capo erudita muore, madre di Quattro prende il potere. Avete già capito immagino che succede nel tre.

PS: avevo saltato la parte del chip. In ogni caso, dopo la prova avevano iniettato ai nuovi intrepidi un chip per il controllo mentale, che sui divergent non funziona. Gli anziani… be’, sembra che siano tutti corrotti, dal primo all’ultimo.

A domani con la terza parte.

Un parere | Divergent series, prima parte

Eccomi tornata a pubblicare. Quanto durerà stavolta? Partono le scommesse.

Se sono sparita è stato per organizzare il sito nuovo. Questo non sparirà, ma cambia un po’ i suoi obiettivi. Non ci saranno più recensioni curate, ma scritte quasi di getto, basate quasi esclusivamente sul mio gusto personale.

Ed è per questo che torno a fare recensioni di film, partendo da una trilogia di cui vidi il primo anni fa  e mi rifiutai di vedere gli altri. Per qualche ragione, mi è tornata voglia di rivederli per sapere come sarebbero finiti.

E niente, avrei fatto meglio a non vederla. 

La recensione, anzi più analisi, è uscita un po’ troppo lunga per un articolo solo quindi lo taglierò in tre parti.

ALLERTA SPOILER

Voglio mettere in luce le debolezze del film a livello di trama. Vi svelerò quindi i colpi di scena del film. Siete avvisati.

Se amate Divergent, questa analisi non fa per voi.

Non insulterò le persone a cui piace, il piacere personale deriva da meccaniche complesse che racchiudono molte variabili, alcune anche estremamente private. Se vi è piaciuto, buon per voi. 


Per prima cosa, una piccola digressione sull’ambientazione.

Divergent parla di una società divisa in cinque fazioni: 

  • abneganti: si dedicano agli altri, governano la società;
  • pacifici: rifiutano la violenza in ogni sua forma, coltivano la terra;
  • candidi: dicono sempre la verità, sono i giudici; 
  • intrepidi: i più coraggiosi, proteggono tutti gli altri;
  • eruditi: gli scienziati, vogliono il potere degli abneganti.

Una volta raggiunti i sedici anni, i ragazzi devono sottoporsi a un test che dirà loro in quale fazione andare.

Ha tutte le carte in tavola per essere un distopico, peccato per un particolare: il test non serve a nulla. Vuoi diventare un intrepido anche se sei uscito pacifista? Ebbene, alla cerimonia puoi scegliere di diventarlo. 

L’unica parte un po’ distopica riguarda l’abbandono della famiglia da cui non puoi più tornare: se non ti piace dove ti hanno messo, puoi solo diventare un Escluso. Non appartieni a nessuna fazione, sopravvivi solo grazie alla carità degli abneganti.

In questo mondo si muove Beatrice, una sedicenne abnegante che durante il test (lo ammetto, estremamente interessante ma non particolarmente originale) scopre di non appartenere a nessuna fazione, o meglio… di appartenere a tutte. È una divergente, può essere chi vuole e in quanto tale è pericolosa.

Ed ecco la prima contraddizione: non hai l’obbligo di seguire il test, perché viene considerata pericolosa?  

Da qui in poi, il nulla. Per un’ora vediamo lei che si allena perché ha scelto gli intrepidi, ma che fa fatica e rischia di essere buttata fuori, intravediamo la romance, vediamo lei che all’improvviso risale la classifica, vediamo il mondo dall’alto: una città mezza distrutta circondata da alte mura per difenderli dai pericoli esterni.

Se, come me, ve lo siete chiesti, vi ricordo che Attack on Titan è uscito nel 2009, il primo romanzo nel 2011. Sarà una mia impressione, ma a me questi film sembrano sempre delle fanfiction a cui hanno cambiato due particolari in croce.

Ora, vorrei che vi soffermaste su un dettaglio: la città è mezza distrutta. Loro sono rinchiusi lì da almeno due secoli. Città mezza distrutta, rinchiusi da due secoli. In due secoli dovrebbero essere poco meno di una decina di generazioni. Nessuna fazione ha mai pensato a ricostruire? 

All’improvviso il film ha un’accelerata: se si scoprisse che Beatrice è una divergente, rischierebbe la vita (perché? Mistero). E da lì a poco avrebbe dovuto subire un altro test (mentale) per verificare di essere davvero un’intrepida, ma i divergent sono coscienti di vivere un’illusione, perciò reagiscono in modo diverso. Beatrice, ora solo Triss si allena con Quattro. E qui… sorge un ulteriore problema.

Quando Triss entra nel covo degli intrepidi, le viene detto “Puoi cambiare il tuo nome, ma pensaci bene perchè sarà definitivo”. Quattro si fa chiamare così perché sono quattro le sue paure, paure che scopre durante le prove del test, che avvengono dopo la scelta della fazione e dell’eventuale cambio di nome. Cioè, lui prima si fa chiamare Quattro, poi decide che derivi dalle sue paure, che sono appunto 4. Dimenticavo, Quattro è un divergente pure lui. 

Dopo il test, andato a buon fine, scopriamo che gli eruditi stanno progettando un colpo di stato (sopresa) in combutta con gli intrepidi. E in tutto questo io mi sono detta: 

“Sembrano cavie in un laboratorio, come nell’universo 25”. 

Quanto avevo ragione. Tranquilli che tanto ora salto particolari a piè pari.

Il colpo di stato degli eruditi ha successo e recuperano una scatola da casa di Triss. I sopravvissuti sono costretti a scappare verso le campagne dei pacifici. Così si conclude il primo film.

A domani con la seconda parte.

Recensione | Alcuni film horror su Netflix

Ho visto una serie di film horror su Netflix in questi giorni, quindi ve ne parlo un po’ sul blog. Vi ricordo che quelle riferite a Netflix non sono le solite recensioni approfondite, ma un veloce sunto di quello che penso.

Quella casa nel bosco

The cabin in the woods (2012)

A volte mi capita di iniziare qualcosa ma di non avere la testa per capirlo. Non è la solita storia di “non sono dell’umore giusto”, ma proprio la mia attenzione si rifiuta di focalizzarsi su qualcosa ed è quello che è successo la prima volta che l’ho fatto partire. Capivo solo: “Ehi, quello è Thor”. Dato che gli horror di norma hanno la stessa trama e gli stessi personaggi (Scream insegna), non capire cosa succedesse su schermo doveva significare solo che ero molto stanca e ho chiuso. L’altro giorno l’ho riaperto ed effettivamente la mia testa capiva cosa succedeva su schermo. La prima cosa che ho notato, stavolta, è stato il nome Joss Whedon. Se fossi stata in me, lo avrei notato la prima volta. Per chi non lo conoscesse, è l’autore di Buffy. Continua a leggere

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Avevo avvisato che ci sarebbero stati un po’ di tag… Stavolta un grazie enorme a Il mondo delle parole!

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Recensione | Cenerentola (2015)


Questo credo sia, tra i film che ho visto della Disney, quello che mi piace di meno. Forse anche perché Cenerentola è la principessa che mi piace di meno in assoluto (fa parte della prima generazione, quelle che devono essere salvate…) forse perché alla fine il film non è altro che il cartone animato adattato a film, con tanto di topolini aiutanti. Vi sarà chiaro a questo punto che a me dei cambiamenti di trama non importa nulla, anzi in un film così li voglio.

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Recensione | Tomorrowland

Sono andata a vedere il nuovo film della Disney e devo dire che mi ha divertito parecchio. Il trailer non rende giustizia al film, anzi ti manda totalmente fuori strada da quello che è il vero svolgimento della storia, vi avviso da subito che, da qualche anno a questa parte, cerco di vedere i film al cinema informandomi il meno possibile prima per godermi al massimo le sorprese, le info le cerco dopo.
Andiamo con ordine però. Continua a leggere